15 Gennaio 2017

Insegnante di liceo licenziata per avere pubblicato commenti razzisti sui social networks

postrazzista

Fonte:

Corriere del Veneto Venezia e Mestre

Autore:

Alice D’Este

Post razzisti, prof licenziata «Farò ricorso in tribunale» Anche i colleghi la scaricano

Venezia. La professoressa Fiorenza Pontini è stata licenziata. Il provvedimento che porta la data di fine dicembre è ora venuto alla luce perché l’avvocato ha già presentato ricorso e sono state fissate le udienze. La prima, d’urgenza, contro il licenziamento per il 25 gennaio. Poi ce ne sarà una seconda nel mese di febbraio. La vicenda risale però all’ottobre scorso quando alcuni studenti e genitori avevano segnalato alla preside del liceo classico Marco Polo delle frasi razziste apparse sul profilo Facebook dalla professoressa: «E poi ho torto quando dico che bisogna eliminare anche i bambini dei musulmani tanto sono tutti futuri delinquenti» scriveva il 22 luglio 2016. E ancora il 21 agosto appellava la presidente della Camera Laura Boldrini con: «Schifosa, puttana, troia» appena dopo aver scritto, 12 ore prima «Un altro salvataggio, ma non potevate lasciarli morire?» (riferendosi ai migranti). I ragazzi li avevano trovati andando a «spulciare» tra le maglie della rete e le lettere dei genitori alla preside non si erano fatte attendere. A quel punto l’accertamento dell’ufficio scolastico regionale era partito subito, anche spinto da parlamentari e politici che si erano attivati con una prima interrogazione parlamentare dei deputati veneziani Giulio Marcon e Celeste Costantino, di Sinistra Italiana seguita anche da altre del Pd e dalla visita della presidente della Camera Boldrini proprio al liceo Marco Polo. L’accertamento si è concluso a fine dicembre quando la docente è stata destituita. «Abbiamo già presentato ricorso – spiega Paolo Seno, avvocato di Pontini per la parte amministrativa, mentre l’avvocato Renato Alberini la rappresenta nell’inchiesta penale che vede l’insegnante indagata per odio razziale dalle Procura di Venezia, – abbiamo impugnato il licenziamento verso fine anno. Vedremo cosa deciderà il giudice. Personalmente in questi mesi ho trovato che intorno a questa vicenda ci sia stata troppa attenzione, ho visto giudizi e azioni inconsulte». La storia problematica di Fiorenza Pontini comincia però dieci anni fa. Docente di inglese, laureata a Ca’ Foscari Pontini aveva avuto già un procedimento disciplinare al Foscarini, altro liceo classico della città. «Nei giorni della tragedia di Valeria Solesin in classe disse frasi irripetibili che i genitori mi riportarono ad un consiglio di classe» aveva spiegato all’epoca Massimo Zane, preside del Foscarini. Il procedimento si era concluso con una diffida a reiterare un comportamento di questo tipo. Ma a quanto pare non è bastato. «Attendiamo la conclusione delle sentenze – dice ora Annavaleria Guazzieri, preside del Marco Polo – intanto i ragazzi hanno una supplente che era già stata nominata quando la Pontini aveva preso congedo». Il licenziamento di Fiorenza Pontini è un caso raro. L’ufficio scolastico regionale avvia ogni anno diversi procedimenti ma solo il 6% finisce con il licenziamento. Nel 2015 i procedimenti disciplinari avviati sono stati 222. Di questi  14 si sono conclusi con licenziamento, 7 relativi a docenti (1 maestro elementare, 4 docenti delle superiori e 2 supplenti) e altri 7 riferiti a personale scolastico (1 referente della segreteria e 6 ausiliari, 4 di ruolo e 2 no). «La sanzione è molto grave — dice Giovanni Giordano dello Snals di Venezia — va solo chiarita la corrispondenza con la gravità dell’atto. Se verrà confermata la professoressa non potrà mai più insegnare e penso che faticherà anche a trovare un lavoro nel pubblico impiego». «Ognuno ha le proprie idee ed è libero di manifestarle ma in questo caso a parlare era una docente — dice Sandra Biolo, della Cisl Veneto — ha scritto cose molto forti e l’ha fatto sui social dove tutti i suoi alunni potevano leggerle».