11 Gennaio 2017

Il gerarca nazista Alois Brunner morì in Siria nel 2001

ABrunner

Fonte:

ANSA, L'Internazionale

Criminale nazista Brunner  morì nel 2001 a Damasco

Alois Brunner, uno dei criminali di guerra nazisti più ricercati, accusato di essere responsabile come ufficiale delle SS della deportazione di oltre 128 mila ebrei nei campi di sterminio, è morto nel 2001 in una cella in Siria, secondo una inchiesta pubblicata da due giornalisti sul giornale francese Revue XXI e citata da Bbc online. Fino agli ultimi anni della sua vita, trascorsi in un profondo squallore, Brunner continuò ad essere ferocemente antisemita, affermano i due giornalisti. Brunner – che nacque in Austria nel 1912 e viene descritto come «il braccio destro» dell’architetto della ‘soluzione finale Adolf Eichmann – fuggì nel 1954 a Damasco, dove visse sotto la protezione del regime, secondo quanto scrive a sua volta il Jerusalem Post, aggiungendo che secondo quanto ora pubblicato da Revue XXI, stando alle informazioni fornite da tre delle sue guardie del corpo Brunner morì poco dopo la morte nel 2000 del presidente Hafez al Assad. In una intervista alla radio pubblica francese uno dei due giornalisti, Hedi Aouidj, ha affermato che Brunner ha lavorato per molti anni per il regime siriano, addestrando alti quadri dei servizi di intelligence. Le cose però cambiarono drasticamente quando il figlio del defunto presidente Assad, Bashar, divenne a sua volta presidente nel luglio del 2000, e Brunner, condannato in contumacia in Francia nel 1954 due volte a morte, finì in una cella dove infine morì in misere condizioni. Dal giugno del 1943 all’agosto del 1944, Brunner fu direttore del campo di internamento di Drancy, non lontano da Parigi, da dove partirono per la Germania gli oltre 20 mila ebrei razziati in Francia. Ma la sua ‘carriera’ conta deportazioni in Slovacchia, a Vienna e Riga. Brunner alla fine della guerra sparì in maniera rocambolesca e grazie ad alcune complicità (come raccontò lui stesso in un’intervista alla rivista tedesca ‘Bunte’ nel 1985) per arrivare, dopo l’Egitto, in Siria negli anni ’50. Brunner, scrive ancora il Jerusalem Post, era stato in passato segnalato come in vita a Damasco verso la fine del 2003. Efraim Zuroff, capo dell’ufficio israeliano del Centro Simon Wiesenthal, disse alla Reuters nel 2014 che si riteneva che Brunner fosse morto nel 2010, anche se il Centro, impegnato da decenni nella caccia ai nazisti, non aveva in effetti mai avuto modo di verificarne in maniera scientifica il decesso.