14 Giugno 2017

Exploit elettorale a Lucca per il movimento estremista CasaPound

fotofbcasapoundlucca

Fonte:

ItaliaOggi

Autore:

Filippo Merli

CasaPound ha fatto il botto nella rosa Toscana

Ora può giocare un ruolo decisivo nel ballottaggio tra Pd e il centrodestra

La marcia su Lucca. Camicia nera col colletto ben allacciato, cori, fumogeni, sfottò all’indirizzo della sinistra radicale: gli esponenti di CasaPound hanno festeggiato a modo loro, in piazza, l’exploit elettorale di Lucca, nella rossa Toscana. Col 7,8%, più del M5s, due rappresentanti del movimento di estrema destra entrano in consiglio comunale. E potrebbero essere decisivi per il ballottaggio del 25 giugno tra il sindaco uscente, Alessandro Tambellini, che ha raggiunto il 37,4% col Pd, e l’aspirante primo cittadino del centrodestra, Remo Santini, che lo insegue al 34,9%. Tra i banchi dell’aula siederanno il candidato sindaco e leader regionale di CasaPound, Fabio Barsanti, e il responsabile provinciale, Lorenzo Del Barga. Insieme hanno permesso al loro movimento di diventare la terza forza politica in città, dato che il candidato grillino, Massimiliano Bindocci, non è andato oltre il 7,6%. «Per il grande risultato conseguito, non abbiamo neppure dormito», ha spiegato Barsanti a Lucca in diretta. «Siamo la terza forza di Lucca davanti al Movimento cinque stelle, che è il primo partito nazionale. Adesso faremo vedere in consiglio comunale qual è la nostra attività». Sul possibile apparentamento col centrodestra al secondo turno, Barsanti non s’è sbilanciato. «Noi vogliamo costruire un’alternativa concreta alla sinistra e siamo contro la gerontocrazia e i potentati locali. Adesso è difficile dirlo. Per ora, ci godiamo il risultato». Santini, il candidato appoggiato da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, si dice pronto a dialogare con gli esponenti di CasaPound in vista del ballottaggio. «Hanno fatto un lavoro egregio», ha dichiarato, «Quando parlo di rappresentanza sul territorio, d’ascolto e di dialogo, be’, loro sono arrivati prima di noi. Lucca si risveglia più fascista? No, non ci sono più né i fascisti, né i comunisti. Parleremo e ci confronteremo». «Immaginavamo un buon risultato di CasaPound per l’attività fatta sul territorio in questi anni», ha ammesso Tambellini, il sindaco ricandidato col Pd. «Ogni tornata elettorale, comunque, ha la sua storia. E non è detto che tutti quelli che hanno votato CasaPound tornino a votare Santini». Il centrodestra ha già governato Lucca dal 1998 al 2006 e dal 2007 al 2012. «Per questo», ha aggiunto Tambellini, «dobbiamo impedire che ci sia un ritorno al passato che, per Lucca, sarebbe tremendo». L’affluenza, nella città toscana, è stata bassa: 49,36%. Tambellini e Santini, al ballottaggio, dovranno intercettare anche gli astenuti. Il boom di CasaPound a Lucca ha fatto rumore. E ha generato entusiasmo ai vertici nazionali del movimento. «I risultati ci vedono con una media nazionale del 2% e sopra l’1% in quasi tutte le città in cui ci siamo candidati, con un picco dell’8% a Lucca, dove abbiamo preso dei consiglieri», ha sottolineato il vicepresidente di CasaPound Italia, Simone Di Stefano. «Possiamo dire senza dubbio che il tempo dello zero virgola è finito per sempre, e che siamo pronti a lanciare l’assalto al 3% nazionale». A fare notizia, a Lucca, è stato anche il sorpasso ai danni del M5s, fuori dai ballottaggi anche nelle altre principali città italiane chiamate al voto. «Me l’aspettavo», ha proseguito Di Stefano. «Dopo queste elezioni abbiamo capito che non sono più una forza politica in grado di vincere le elezioni». La marcia di CasaPound, invece, è iniziata dalla rossa Toscana.