14 Settembre 2017

Editoriale di Emanuele Fiano sulla nuova legge contro l’apologia di fascismo

LeleFiano

Fonte:

Democratica

Autore:

Emanuele Fiano

Antifascismo, la matrice per difendere la libertà

L’antifascismo che serve alla difesa della libertà

C’è una parola che sottende tutto il dibattito che si è sviluppato intorno all’approvazione ieri alla Camera della Legge contro l’apologia di fascismo. Quella parola sacra nel cuore della democrazia è “libertà”. La legge approvata ieri dalla Camera è fatta per salvaguardare un principio di libertà nel nostro Paese, per il presente. Per difendere l’esercizio della libertà dal ritorno delle ideologie che volevano seppellirla. Oggi, a 65 anni dalla legge Scelba a noi non sembra affatto scolorito il compito di sanzionare la propaganda e l’apologia di quel regime fascista – e di quello nazista – che portò all’Italia disonore, morte, violenza, sopraffazione. Non ci sembra scolorito quel compito, a prescindere che qualcuno, che professa propaganda o fa apologia di quelle idee, voglia o meno ricostituire il partito fascista, che è il principio portante della legge Scelta. Difendere questi valori significa rafforzare la libertà di ognuno, non limitarla. Si tratta di impedire che in un contesto sociale fragile e carico di rabbia, come quello di tutto l’Occidente, oggi, dopo anni di crisi economica e sociale dura, cattiva, profonda, antichi cattivi maestri possano ancora parlare, riemergendo dalla storia della loro sconfitta, con il loro carico di valori razzisti, discriminatori, antisemiti, violenti. L’antifascismo è la matrice di chi difende la libertà, di chi difende le opinioni di ognuno, ma è la storia che ci ha insegnato che cosa è stata la mancanza di libertà, che non fu solo dell’ideologia fascista, perché il secolo scorso ci ha insegnato che altre ideologie, anche il comunismo sovietico, furono ideologie di morte *** e sopraffazione della libertà, questa storia ci ha insegnato che la difesa della libera espressione passa attraverso il riconoscimento dei limiti interni alla democrazia. Noi non vogliamo vietare la libera espressione dell’opinione di ognuno. Il testo della legge approvato alla Camera, non parla delle opinioni: “salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque propaganda i contenuti del partito fascista o del partito nazionalsocialista o i relativi metodi sovversivi del sistema democratico, anche attraverso la produzione – distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone o immagini ad essi riferiti è punibile…” Dunque, noi ossequiamo l’articolo 21 della Costituzione, rispettiamo e onoriamo la storia della democrazia di questa Repubblica, che si è fondata su quei valori antifascisti. Vogliamo però aggiornare ciò che fu scritto negli anni Cinquanta e negli anni Novanta, e siamo pronti a qualsiasi battaglia culturale nei confronti delle ideologie di sopraffazione, discriminatorie o che si rifanno a quei modelli di regime.