4 Maggio 2017

Consigliere comunale della Lega Nord ad Arezzo vuole fare attribuire “un luogo significativo della città” al movimento antigiacobino e reazionario Viva Maria

targa

Fonte:

Moked.it

Autore:

Adam Smulevich

Arezzo, la mozione della vergogna

“Un luogo per onorare i Viva Maria”

È destinata a far parlare la proposta del Consigliere comunale della Lega Nord ad Arezzo, Egiziano Andreani, principale promotore di una iniziativa che sarà presa in esame lunedì 8 maggio dal Consiglio stesso (governato da un’amministrazione di centrodestra) e che punta a far attribuire “un luogo significativo della città” ai Viva Maria, i protagonisti dell’insurrezione antifrancese che tra 1799 e 1800 fu artefice di molte violenze in Toscana.

Aderirono ai Viva Maria gli artefici del rogo che il 28 giugno del 1799 arsero vivi tredici ebrei senesi in pubblico, in Piazza del Campo, dopo che alcuni fanatici avevano fatto irruzione nel vecchio ghetto. Un vero e proprio pogrom. “Vittime della reazione antigiacobina e dell’odio antiebraico” si legge nella targa affissa duecento anni dopo, ancora oggi memoria viva di quella carneficina. Fu a causa dei Viva Maria, che la fiorente comunità ebraica residente lasciò Monte San Savino per non farvi più ritorno.

Nel 2007, l’allora sindaco di centrosinistra Giuseppe Fanfani fece rimuovere dalla toponomastica cittadina il nome dei Viva Maria. Oggi, dieci anni dopo, basandosi su ricerche di “studiosi locali” che disconoscono il ruolo dell’insurrezione aretina dai quei fatti di sangue, c’è chi prova a riscrivere ancora una volta la Storia.

Preoccupazione è stata espressa dai vertici della Comunità ebraica fiorentina. In particolare dal presidente Dario Bedarida, ieri ad Arezzo insieme al segretario generale Emanuele Viterbo per tentare una mediazione che appare molto difficile.

Sostiene infatti Andreani: “L’episodio rilevante, a proposito di ricerca storica, che è emerso negli ultimi anni grazie all’impegno di studiosi locali, è che i fatti di Siena in cui vennero uccisi 13 ebrei in un rogo sono ascrivibili a elementi locali e non agli aretini che anzi fecero di tutto per evitare tali violenze. Appurata l’estraneità del Viva Maria a quel tragico episodio chiederò pertanto che gli venga intitolato un luogo significativo della città”.

Pogrom, violenze, morti. Un imbarazzante passato da cancellare, a colpi di mozione.