24 Luglio 2014

Antisemitismo in Germania

berlino_18_luglio_2014

Fonte:

Il Messaggero

Germania scossa da slogan antisemiti

Merkel: attacco a libertà e tolleranza

LE PROTESTE

Berlino «Ebreo, ebreo, porco codardo, vieni fuori e combatti da solo». Questo e altri slogan antisemiti, sinistramente risuonati in questi giorni nelle strade in Germania durante dimostrazioni anti-israeliane, hanno innescato un dibattito sull’antisemitismo partorito sullo sfondo dell’offensiva a Gaza. In diverse città tedesche la polizia è dovuta intervenire. A Essen è stato sventato un attentato contro la sinagoga, a Berlino hanno cercato di aggredire una coppia israeliana e un ragazzo ebreo. Ad Amburgo e Hannover manifestanti pro Israele sono stati presi a calci e bastonate. Poco importa che i dimostranti filo-palestinesi fossero migranti per lo più arabi. La domanda spettrale è: gli ebrei devono tornare ad avere paura oggi in Germania? È lecito tutto questo nel paese dell’Olocausto?

La risposta più agghiacciante l’ha data l’ambasciatore di Israele, Yakov Hadas-Handelsman, un diplomatico pacato, di cui dal suo insediamento nel 2012, a differenza di altri suoi predecessori molto mediatici, non si era mai sentito parlare: a Berlino, ha detto alla Berliner Zeitung che gli ebrei vengono perseguitati come nel 1938 e «c’è il rischio di spargimento di sangue innocente». Parole che pesano come un macigno.

Condanna corale dei politici, inclusi, ieri, la cancelliera Angela Merkel e il presidente Joachim Gauck. Gli slogan ingiuriosi sono un «attacco alla libertà e alla tolleranza e il tentativo di minare il nostro ordinamento democratico, non lo possiamo e non lo vogliamo accettare», ha detto la cancelliera, i reati antisemiti saranno perseguiti con tutti i mezzi. Gauck ha sollecitato tutti i cittadini a levare la loro voce: l’antisemitismo, ha detto, «anche se nuovo, importato da società straniere, non è tollerato tanto quanto quello vecchio autoctono presente nell’estrema destra e sinistra».

Sul Koelner Stadt Anzeiger, lo storico Wolfgang Benz invece minimizza: sono «slogan stupidi» urlati da «gente strana», è «esagerato parlare di eccessi di antisemitismo». In un fondo ieri, la Frankfurter Allegemeine Zeitung, considerato che i dimostranti erano in prevalenza di origine araba, fa dei distinguo fra tolleranza e razzismo, integrazione e fanatismo multiculturale: se la cultura del benvenuto agli immigrati ignora queste degenerazioni si rende «complice della barbarie», e la risposta può essere solo che «ci sono immigrati che non sono benvenuti».

Timori di eccessi anche in Francia dove ieri si sono svolte nuove manifestazioni a favore del popolo palestinese. Dopo gli slogan violenti di quelle di sabato scorso, il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve ha avvertito: i manifestanti che gridano «morte agli ebrei» durante i cortei pro-Gaza potranno essere immediatamente «prelevati» dai cortei e arrestati, perché una frase del genere «è un reato penale».