A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U

V

W

X

Y

Z

H

Hamas

Hamas è un’organizzazione terroristica estremista islamica palestinese con sede nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, che chiede la eliminazione dello Stato di Israele. Sia gli Stati Uniti che l’Unione Europea hanno designato Hamas come organizzazione terroristica. Dopo i combattimenti interni tra Hamas e Fatah nel giugno 2007, Hamas controlla la Striscia di Gaza. Hamas (acronimo arabo di Harakat Al-Muqawama Islamiya fi Filistin, o Movimento di resistenza islamica in Palestina) è stato fondato nel 1988 dallo sceicco Ahmed Yassin, allora predicatore a Gaza per l’organizzazione islamista dei Fratelli Musulmani. Il suo obiettivo finale è l’istituzione di uno stato islamico palestinese, governato dalla legge teocratica islamica al posto dello Stato di Israele. Lo statuto di Hamas, promulgato nel 1988, è colmo di antisemitismo e riecheggia il famigerato falso pamphlet antisemita Protocolli dei savi anziani di Sion che accusa gli ebrei di una cospirazione internazionale per ottenere il controllo del mondo. Nella visione del mondo di Hamas, i precetti islamici proibiscono uno stato ebraico nell’area conosciuta come Palestina, e affermano che il popolo ebraico non ha alcun legame legittimo con la terra di Israele. Come proclama il suo statuto: «La terra di Palestina è un affidamento islamico … È vietato a chiunque cedere o concedere qualsiasi parte di esso … Israele continuerà ad esistere fino a quando l’Islam non lo cancellerà ...» A tal fine , i leader di Hamas hanno denunciato il compromesso con Israele come un tradimento della causa palestinese. I finanziamenti e il sostegno al gruppo provengono tradizionalmente da enti di beneficenza musulmani in tutto il mondo, Arabia Saudita, Siria, Iran. Hamas è sia un’organizzazione terroristica che un movimento sociale, politico e religioso di massa. Gestisce scuole, ambulatori medici e gruppi giovanili. La divisione di Hamas in un settore militare ed un altro politico/sociale ha portato alcuni osservatori a ritenere erroneamente che l’ala sociale di Hamas sia completamente separata da quella militare. Al contrario, i fondi raccolti per i programmi sociali di Hamas liberano altri fondi per l’ala militare. Inoltre, la divisione militare di Hamas utilizza l’ala sociale dell’organizzazione per l’indottrinamento e il reclutamento. Le istituzioni sociali, culturali, religiose ed educative di Hamas, compresi i gruppi giovanili e i campi estivi, sono luoghi ben noti per l’odio anti-israeliano e anti-ebraico e sono serviti da centri di reclutamento per attentatori suicidi.

Happy Merchant

L’ Happy Merchant è un meme antisemita che raffigura il disegno di un uomo ebreo con tratti del viso fortemente stereotipati che si sfrega avidamente le mani. Questo meme è quello più popolare tra gli antisemiti, che hanno creato una serie quasi infinita di immagini e varianti con l’ Happy Merchant. Il meme ha avuto origine da un’illustrazione a penna e inchiostro di un fumettista razzista che usò lo pseudonimo “A. Wyatt Mann “, smascherato dal giornalista di Buzzfeed Joseph Bernstein nel 2015 come in realtà essere l’artista Nick Bougas (le accuse sulla paternità di Bougas avevano da tempo preceduto l’articolo di Bernstein). Mann diventò noto per le sue vignette grottescamente razziste e antisemite negli anni ’80 e ’90, molte delle quali apparse per la prima volta in newsletter pubblicate dallo storico suprematista bianco Tom Metzger. La vignetta originale presentava l’immagine dell’Happy Merchant e un disegno altrettanto intollerante di un afro-americano, oltre che immagini di un topo e uno scarafaggio. La vignetta conteneva un’affermazione razzista che sostituiva le immagini per alcune parole da leggere: “Un mondo senza [ebrei] e [neri] sarebbe come un mondo senza [topi] e [scarafaggi].” Secondo l’Australian non-profit Online Hate Prevention Institute, questa vignetta è apparsa sul sito web di Metzger almeno nel 2004 (la sua prima apparizione in stampa è probabilmente antecedente).  Ad un certo punto – suggerisce Bernstein già nel 2001 – qualcuno ritagliò tutto tranne l’uomo ebreo dalla vignetta e lo caricò su Internet, dove divenne particolarmente popolare su forum come 4chan, i cui utenti iniziarono a modificarlo e diffonderlo. Alla fine ha ottenuto il nome di Happy Merchant. È stato anche chiamato Le Happy Merchant, Merchant Face e Jew Face. The Happy Merchant è diventato quasi onnipresente nella moderna iconografia antisemita online della destra radicale.

Heil: il saluto nazista

Dopo l’ascesa al potere dei nazisti in Germania negli anni ’30, divenne comune per i tedeschi salutarsi a vicenda con un saluto a braccio teso e le parole “Heil Hitler”. Il “saluto tedesco”, come divenne noto, era un rituale del culto di Adolf Hitler. Sotto il regime nazista, ci si aspettava che i tedeschi offrissero pubblicamente un giuramento di fedeltà al “Führer” (leader) in forme quasi religiose. Ad esempio, salutavano persino le statue di Hitler.

Herzl Theodor

Budapest (1860 -1904) giornalista, scrittore e avvocato ungherese fu il fondatore del movimento politico del sionismo .Fu educato laicamente nello spirito dell’Illuminismo ebraico-tedesco. Nel 1878 la famiglia si trasferì a Vienna e nel 1884 gli fu assegnato un dottorato di diritto presso l’Università di Vienna. Scrittore , drammaturgo e giornalista, dal 1891 divenne corrispondente da Parigi del giornale “Neue Freie Presse”. A Parigi ebbe modo di seguire l’affare Dreyfus e conoscere quanto radicato fosse nella società europea l’antisemitismo.Nel 1896 pubblicò “Der Judenstaat” (Lo Stato Ebraico) dove proponeva ai governi europei l’idea che si creasse uno Stato ebraico che sottraesse gli ebrei alle persecuzioni antisemite. Insieme a Max Nordau, Herzl è il padre del sionismo e il fondatore del Movimento sionista al congresso di Basilea del 1897, in cui venne eletto presidente.
Sostenne il diritto degli ebrei di fondare uno Stato ebraico, in Palestina o in Uganda (come proposto dagli inglesi). Questa patria sarebbe dovuta servire per accogliere gli ebrei che avessero voluto o non avessero potuto vivere serenamente nel paese in cui abitavano. La sua salma fu in un primo momento sepolta accanto a quella del padre a Döbling per poi essere trasferita – in ottemperanza alle sue volontà testamentarie – nel 1950 a Gerusalemme.