Fonte:
Corriere della Sera
Autore:
Giulio De Santis
Preoccupazione per i reati informatici. Il presidente della Corte d’Appello: «Persone trattate come cose»
Dalla violenza sulle donne, ai reati informatici. Passando per i sempre più frequenti fenomeni di intolleranza verso gli ebrei e la Comunità Ebraica. Sono diverse le problematiche messe a fuoco all’inaugurazione dell’anno giudiziario dal presidente della Corte d’Appello, Giuseppe Meliadò e il procuratore generale, Giuseppe Amato.
«Le violenze contro le donne e la rabbia che attraversa la società»
Il primo focus, durante il quale è stata più volte ricordata la tragedia di Anguillara, è stato sulle violenze nei confronti delle donne. La disamina del presidente Meliadò è partita dall’osservazione che questi drammi «squarciano una condizione umana sempre più difficile, in cui la rabbia che attraversa le società contemporanee si abbatte sulle persone assimilandole a cose». Nella relazione sono stati i numeri a puntellare l’osservazione di Meliadò: i delitti da codice rosso sono il 20% delle notizie di reato arrivate in Procura e di questi il 60 per cento riguardano le violenze sessuali, per cui sono state indagate 79 persone nel 2025. Sono 19 le misure cautelari disposte nei confronti di indagati con l’accusa di violenza sessuale, 24 quelle per stalking e 80 per maltrattamenti in famiglia. Tuttavia, Amato ha ricordato che c’è una riduzione dei femminicidi rispetto al 2024 passati da 91 a 73: «Sono dati intollerabili, ma la speranza è in un trend di riduzione in grado di consolidarsi».
Crescita preoccupante dei maltrattamenti in famiglia in dieci anni
Sono cresciuti, però, i casi di maltrattamenti in famiglia. Nell’ultimo anno sono 619 le persone indagate per violenze tra le mura domestiche. L’anno prima erano 609. Se si confrontano i numeri con il 2015, l’incremento è preoccupante: dieci anni fa erano 254 casi.
Reati informatici: pericolo fake news e revenge porn
L’altro capitolo cui è stata dedicata la relazione riguarda i reati informatici. «Questi delitti sono il presente e, purtroppo, del futuro, come evidenzia il significativo aumento di frodi informatiche», precisa il procuratore Amato che poi si è concentrato «sul pericolo rappresentato dalle fake news e dai video deep fake porn, particolarmente pericoloso perché in grado di amplificare l’insidiosità delle condotte di revenge porn, soprattutto tra i minorenni».
Diciotto episodi di intolleranza verso la popolazione ebraica
Infine, l’ultimo tema è stato l’intolleranza nei confronti della popolazione di origine ebraica. Nel suo intervento, il procuratore generale ha osservato che a Roma sono stati segnalati 18 episodi espressivi di derive violente e di intolleranza razziale correlati all’antisemitismo con il pretesto del conflitto israelo-palestinese. Amato ha ricordato un episodio in particolare: «In termini di danni arrecati c’è stato un incendio doloso in un centro commerciale qualificato dalla presenza di scritte facenti riferimento a target riconducibili agli Usa, in ragione del supporto americano allo Stato d’Israele». Infine Amato ha rilevato che «sono in crescita le denunce per il reato di propaganda e istigazione a delinquere per discriminazione razziale».
