21 Gennaio 2026

Rinvio a giudizio per sei indagati appartenenti al gruppo estremista “Ordine Ario Romano”

Post antisemiti e nazisti: chiesto il processo per “Miss Hitler”
I pm hanno sollecitato il rinvio a giudizio anche per altri sei indagati appartenenti al gruppo estremista “Ordine Ario Romano”. Tra le parti civili: la senatrice a vita Liliana Segre

Post antisemiti, negazionismo della Shoah e messaggi di odio razziale diffusi sui social network e su gruppi WhatsApp. Per questi motivi la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di sei appartenenti al gruppo estremista “Ordine Ario Romano”, accusati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Tra gli indagati figura anche Francesca Rizzi, balzata agli onori delle cronache nel 2019 dopo essere stata incoronata “Miss Hitler” al termine di un concorso online promosso sul social network russo Vk. Anche per lei i pubblici ministeri di piazzale Clodio hanno chiesto il processo.

Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero pubblicato in maniera sistematica contenuti di propaganda nazista e antisemita, negando l’esistenza storica della Shoah e delle camere a gas, definite in alcuni post come «la menzogna più grande della storia». Messaggi che, per i magistrati, superano ampiamente il diritto di opinione e configurano un’attività organizzata di incitamento all’odio.

Nel procedimento sono coinvolte complessivamente dodici persone. Per tre indagati che hanno scelto il rito abbreviato, la Procura ha chiesto una condanna a un anno e mezzo di reclusione. Altri tre hanno avanzato richiesta di patteggiamento a due anni, proposta sulla quale il pubblico ministero ha espresso parere favorevole.

Nel processo si sono costituiti parti civili la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz e simbolo della memoria della Shoah, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei) e l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi), a testimonianza della rilevanza pubblica e storica del procedimento.

Dalle indagini è emerso che il gruppo “Ordine Ario Romano” utilizzava diversi canali digitali per diffondere contenuti di odio, tra cui pagine social e chat private. Tra le frasi riportate negli atti figurano espliciti inviti alla violenza e all’eliminazione di interi gruppi di persone, come: «il pericolo ebraico sarà eliminato solo quando gli ebrei di tutto il mondo avranno cessato di esistere». Non mancano invettive contro i migranti e le organizzazioni umanitarie, con messaggi che auspicavano di «affondare tutte le navi ONG nel Mediterraneo» e addirittura di «abbattere chiese, sinagoghe e moschee».

Photo Credits: roma.repubblica.it