16 Gennaio 2026

Antisemitismo , Islamofobia, Antiziganismo: definire i fenomeni d’odio per contrastarli

Nel suo primo giorno da sindaco di New York, Zohran Mamdani ha revocato l’adozione della definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), ritenuta problematica, perché tende a sovrapporre alcune critiche a Israele all’antisemitismo. L’IHRA, fondata nel 1998, ha adottato nel 2016 una definizione operativa non vincolante che descrive l’antisemitismo come una percezione degli ebrei espressa in odio, diretto verso persone, istituzioni o luoghi di culto ebraici. A questa definizione sono stati aggiunti undici esempi, molti dei quali includono posizioni tipiche della retorica antisionista.

Proprio per questo motivo, numerosi studiosi hanno criticato l’uso politico della definizione, elaborando un correttivo noto come Jerusalem Declaration, che distingue tra discorso politico e discorso antisemita nel dibattito pubblico.[1] Contestualmente, al rifiuto della definizione IHRA, Mamdani ha riaffermato l’impegno della città contro l’antisemitismo, mantenendo attivo l’ufficio dedicato e condannando esplicitamente slogan pro-Hamas durante una protesta davanti a una sinagoga nel Queens. Anche la deputata Alexandria Ocasio-Cortez ha definito tali cori “disgustosi e antisemiti”.

Nel dibattito successivo è riemersa la distinzione, centrale nel diritto statunitense, tra libertà di espressione e incitamento all’odio o alla violenza. Contrastare l’antisemitismo significa quindi contrastare una forma specifica di razzismo, riconoscendone le peculiarità ma utilizzando strumenti comuni a tutte le lotte antirazziste. Come insegnava Raphael Lemkin, l’odio si diffonde gradualmente: nasce nel linguaggio, si consolida nella cultura politica e infine trova legittimazione giuridica.

Accanto all’antisemitismo, si collocano altre forme di odio, come l’islamofobia e il razzismo antimusulmano. L’ espressione islamofobia venne utilizzata per la prima volta nel 1923, dal professore di lingua ebraica Stanley Arthur Cook sul Journal of Theological Studies. All’inizio del Ventesimo secolo, il termine veniva inteso più come una paura dell’Islam da parte dei musulmani liberali e modernisti, e non dai non musulmani. Nella sua accezione attuale, però, il termine islamofobia compare solo nel 1997 nel report intitolato “Islamophobia, a challenge for us all”[2] per poi essere ripreso, studiato e analizzato in quanto fenomeno attuale all’inizio degli anni 2000, prima ancora dell’attacco dell’11 settembre alle torri gemelle di New York. Da allora, l’islamofobia è cresciuta esponenzialmente in relazione a diversi avvenimenti, come le guerre e le migrazioni ed è diventata un’emergenza.

Con il termine razzismo antimusulmano, quindi, (o anche ostilità antimusulmana) si definisce, oggi, un atteggiamento di rifiuto fondato su una concezione che considera i musulmani «estranei» a causa di determinate caratteristiche legate alla cultura, alla religione e all’origine. I musulmani o le persone percepite come tali sono spesso ritenuti fanatici, aggressivi, oppressori delle donne o incuranti dei diritti umani. Il termine «razzismo antimusulmano» (o «ostilità antimusulmana»), tuttavia, è riferito alle persone che ne sono vittima. Con il concetto di islamofobia/ostilità antislamica, invece, si definisce oggi in primo luogo l’avversione verso la religione, cioè l’assoluto rifiuto dell’Islam, percepito come estraneo, violento, misogino e minaccioso. Spesso, tuttavia, il concetto di islamofobia/ostilità antislamica è utilizzato in senso molto lato, comprensivo anche del razzismo antimusulmano. È fondamentale, per la pace e la convivenza, distinguere tali fenomeni dalla legittima critica all’Islam, così come va distinto l’Islam dall’islamismo, ideologia politica di matrice estremista.

Secondo un sondaggio, realizzato a fine 2024 dalla Fundamental Rights Agency su campione di cittadini di fede islamica che vivono in 13 Paesi dell’Unione europea, il 50% ha subito discriminazioni se non veri e propri attacchi durante le sue giornate. Nel 2023 lo stesso sondaggio aveva fatto registrare un numero ben più basso, 21%, a dimostrazione che nell’ultimo anno qualcosa sia cambiato. (15 marzo. Giornata internazionale contro l’Islamofobia: https://www.osmed.it/2022/02/23/islamofobia-il-fenomeno-e-le-sfide-in-occidente/). Come avviene per altre forme di odio, innescate da eventi internazionali o da casi di cronaca, è stato l’attacco terrorista di Hamas del 7 ottobre 2023 in Israele, con la conseguente guerra a Gaza, a innescare una potente ondata di islamofobia. In tutto il mondo, ma soprattutto in Europa. Il razzismo “culturale” contrasta gli sforzi di integrazione e inclusione di un numero sempre più crescente di giovani musulmani in Europa, così come è un pericolo per la libertà di tutti e, in particolare, di quelle categorie (le donne su tutte) ancora oggi troppo vulnerabili nella società civile.

Un ulteriore esempio è l’antiziganismo, forma storica e persistente di razzismo contro Rom e Sinti. Nel 2020 l’IHRA ha adottato una definizione operativa che riconosce l’antiziganismo come insieme di pratiche individuali e istituzionali di esclusione, violenza e stigmatizzazione, radicate in secoli di persecuzioni culminate nel genocidio nazista.[3] Questa forma di discriminazione continua ancora oggi attraverso stereotipi, discorsi d’odio, segregazione e politiche discriminatorie. Per una adeguata conoscenza della storiografia inerente alle persecuzioni delle popolazioni romanì si rimanda alla esaustiva documentazione sul genocidio dei Rom (o Zingari) in Europa, 1939–1945 che si sviluppa all’interno della complessiva documentazione storica per il periodo reperibile a questo sito https://encyclopedia.ushmm.org/content/it/article/genocide-of-european-roma-gypsies-1939-1945 e al volume di parola Trevisan La persecuzione dei rom e dei sinti nell’Italia fascista. Storia, etnografia e memorie.Definire correttamente i fenomeni d’odio, quindi, non significa limitarne il dibattito, ma fornire strumenti critici per riconoscerli e contrastarli, tutelando al tempo stesso la libertà di espressione e i diritti fondamentali di tutte e tutti.

 

Foto Copyright © 2008 Roger H. Goun

[1] https://holocaustremembrance.com/resources/la-definizione-di-antisemitismo-dellalleanza-internazionale-per-la-memoria-dellolocausto.

Dopo il 2016 sono state formulate altre definizioni accolte più favorevolmente dalla comunità scientifica e internazionale: https://jerusalemdeclaration.org/; https://nexusproject.us/nexus-resources/the-nexus-document/

[2] https://www.runnymedetrust.org/publications/islamophobia-a-challenge-for-us-all

[3] https://holocaustremembrance.com/resources/definizione-operativa-di-antiziganismo-discriminazione-anti-rom