6 Novembre 2019

Striscione di Forza Nuova contro Liliana Segre

Fonte:

Corriere della Sera

Autore:

Alessia Restelli

Segre: «Salvini? Gli offrirò un caffè»

Striscione di Forza Nuova contro di lei

Milano, la senatrice apre all’ex ministro. No della Regione alla Commissione sul razzismo

«Se io non odio, perché non dovrei aprire la porta? Chi mi vuole incontrare trova la mia casa aperta e accogliente». Così Liliana Segre all’indomani dell’intervista al «Corriere» di Matteo Salvini, nella quale l’ex ministro dell’Interno ha dichiarato di voler incontrare la senatrice a vita, sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Ma se la superstite e testimone della Shoah, 89 anni, ancora nella giornata di ieri ribadisce in una serie di incontri nella sua Milano che «l’amore vince sull’odio», a poca distanza dal teatro in cui sta parlando a 500 studenti appare uno striscione -del gruppo di estrema destra Forza Nuova. «Sala ordina, l’antifa’ agisce, il popolo subisce», le parole davanti alla sede del Municipio 6, nere e rosse su un lenzuolo bianco, che chiama in causa il sindaco di Milano, Beppe Sala. Condanne da Pd, Rifondazione Comunista, Anpi, che parla di «vergognoso striscione neofascista». «Ancora ci stupiamo?», dice Segre, desiderosa che il suo nome non venga più abbinato a episodi simili. Nella serata, inoltre, arriva la notizia che il Consiglio regionale della Lombardia ha respinto con 42 no e 30 sì la proposta del Pd di istituire una commissione speciale «per il contrasto a fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione a odio e violenza», sul modello di quella approvata in Senato su iniziativa di Liliana Segre. Lei, nella mattinata, su Salvini aveva detto al telefono con il «Corriere»: «Se vuole venire gli offrirò del tè, i biscotti; un caffè… certo non un mojito». L’idea dell’ex ministro di incontrarla era arrivata dopo le polemiche sull’astensione della Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia proprio sulla Commissione Segre e dopo che parte del centrodestra non si era alzata ad applaudire la senatrice. Ma cosa dirà Liliana Segre a Salvini? «Vediamo innanzitutto — riflette lei — se è vero che mi vuole incontrare. Ci sono vari modi per chiedere un appuntamento: una lettera, un messaggio, rivolgersi a qualcuno, per ora l’ho letto sul vostro giornale. Poi immagino che sarà Salvini a dirmi qualcosa e che io ascolterò». «Da lei ho da imparare» e «chi nega l’Olocausto va curato da uno bravo», ha detto ieri il leader leghista, che sulla Commissione Segre ha ripetuto: «Se ci si fosse limitati all’antisemitismo non avrei avuto problemi». «Se lo incontrassi — nota la senatrice — ribadirei che è una commissione contro l’odio e che questa è già una risposta a ogni domanda». Sull’applauso a lei, e quanto rappresenta, dice che «Salvini non era in aula in quel momento ma, specie da Forza Italia, molti l’hanno fatto. Non erano tutti indifferenti, sono ottimista che la Commissione si farà e che tutti parteciperanno». Non si farà al Pirellone. Contrari: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, gruppo Misto e gli altri esponenti del centrodestra (che in Regione Lombardia ha la maggioranza, a differenza che in Parlamento). Favorevoli: Pd, M5S, gli altri consiglieri di opposizione. Passa solo una mozione M5S che chiede di invitare Liliana Segre in Consiglio regionale, in una data vicina al Giorno della Memoria.