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by tokenstudio snc
 

Insultato, aggredito con parole pesanti sul bus, alle dieci di sera, un anziano rabbino ha inutilmente cercato l' aiuto dell' autista. Prima è stato ignorato, poi invitato a "lasciar perdere quei giovani", tutti italiani, che lo insultavano a voce alta, sempre più alta man mano cresceva lo spavento dell' uomo: "Ebreo di m...ti ammazziamo. Vi ammazziamo tutti". Il rabbino Y.H., di origini marocchine, ha 75 anni e vive a Milano da diversi anni. Ebreo ortodosso, veste l' abito scuro, il cappello tradizionale, ha la barba lunga e bianca. Tutti i giorni raggiunge con i mezzi pubblici un piccolo Tempio in zona piazza Cinque Giornate dal quartiere Bande Nere dove vive. Dopo la preghiera, a sera, riprende il bus 94 e compie il tragitto in senso inverso. L' episodio è datato mercoledì. E ha lasciato sconcerto nella comunità ebraica milanese. Tace per ora il rabbino capo Alfonso Arbib. Non tace il presidente della comunità, Leone Soued: "Vorrei poterlo considerare un episodio sporadico, in una città dove non c' è storia di antisemitismo. Ma bisogna tenere alta la guardia. La ripetitività preoccupa". Nei prossimi giorni non è escluso che il rabbino sporga denuncia. La notizia ieri si è sparsa a macchia d' olio. E in serata sia l' Associazione Amici di Israele sia il portavoce della comunità milanese Yoram Ortona sono intervenuti sul tema. "E' un fatto vergognoso da condannare con molta forza, perché questo è esempio classico di intolleranza che, purtroppo, vige nella nostra città e che non si riesce a sradicare", ha dichiarato Ortona. Mentre Davide Romano, segretario dell' Associazione Amici di Israele, dice di augurarsi che "l' autista sia antisemita. Se lo è, bene così. Se non lo è, lo considero un pericolo per tutti i vecchietti che usano il bus. Il silenzio dell' autista è inquietante. Ci auguriamo che Atm apra un' inchiesta o che provveda a dotare i mezzi di segnali di allarme per consentire agli autisti di intervenire. Non è questione di ebrei o non ebrei. L' altro ieri è toccato al rabbino ma domani?". Che non sia un fenomeno isolato lo conferma Andrea Bienati. Ricercatore dell' Università Cattolica di Milano, si occupa di crimini contro l' umanità per il Gruppo di scienze criminologiche "Federico Stella". "Grave questo episodio quanto quello registrato dalle cronache due anni fa - spiega -. Allora, per due settimane, sulla linea 27, gruppi di giovani si sono divertiti a disegnare svastiche e scritte "a fuoco le sinagoghe". Tutto registrato e fotografato. Anche allora prevalse la bonomia. Le persone, ostentando buon senso, dissero che era meglio lasciar perdere. Così l' autista della 94. Immagino che con fare da buono dice "ma lasci perdere, non se ne curi" al vecchio rabbino. Senza capire la profonda ferita. Il fatto stesso che tutto sia stato messo a tacere, che la notizia sia trapelata solo oggi la dice lunga. Deve farci riflettere. Sarà bene rispolverare il vecchio adagio secondo cui i crimini non possono essere stemperati dalla bonomia nè dal passare del tempo". Non sono neppure trascorsi due mesi dalla giornata della Memoria. "Non ci si può lasciare cullare dal fatto che c' è stata la giornata della Memoria, istituita per legge - conclude Bienati -. Il 27 gennaio non deve essere retorica". Che il singolo si lasci travolgere dal gruppo è dato scontato. "Ma socchiudere gli occhi è grave quanto lasciarsi trascinare da una bravata", aggiungono i sociologi. di Paola D'Amico


Fonte: Articolo di giornale Corriere della Sera edizione di Milano

Rabbino insultato da ragazzi sul bus "Via gli ebrei, vi uccidiamo tutti"

Data di pubblicazione: 20/03/2010

Luogo: Milano