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Capro espiatorio

In senso figurato, un “capro espiatorio” è qualcuno a cui è attribuita tutta la responsabilità di malefatte, errori o eventi negativi e deve subirne le conseguenze. La ricerca del capro espiatorio è l’atto di voler identificare irragionevolmente in una persona, un gruppo di persone o una cosa la causa responsabile di gravi problemi, spesso con il celato obiettivo di nascondere le vere cause o i veri colpevoli. La ricerca del capro espiatorio è un importante strumento della propaganda: ad esempio, gli ebrei vennero individuati dalla propaganda nazista come fonte del collasso politico e dei problemi economici della Germania.
La ricerca del capro espiatorio è pericolosa perché solitamente la colpa è attribuita a un gruppo di minoranza, che trova difficile difendersi dalle accuse. Una tattica spesso impiegata è quella di caratterizzare un intero gruppo di individui per la condotta non etica o immorale di un piccolo numero di appartenenti a tale gruppo. Tra i soggetti usati come capri espiatori nel corso della storia recente troviamo ad esempio i neri, gli immigranti, i comunisti, i meridionali, gli ebrei, gli omosessuali, i Rom. È importante ricordare che il capro espiatorio di biblica memoria era una vittima innocente.

Circoncisione (ebr. Berit milah)

Escissione del prepuzio praticata nel corso di una cerimonia in cui viene dato il nome al neonato.
Avviene, salvo problemi di salute, nell’ottavo giorno dopo la nascita. E’ il segno del patto stabilito fra Dio e la discendenza di Abramo (Genesi 17, 11-12).
La cerimonia segna l’ingresso dell’individuo maschio all’interno del Popolo di Israele, ed è prescritta anche per i convertiti all’Ebraismo.

Cospirativismo

In senso ampio, la parola cospirativismo designa l’atteggiamento di rimettere in causa abusivamente la spiegazione comunemente ammessa di alcuni fenomeni sociali o eventi significativi in favore di un racconto esplicativo alternativo, che postula l’esistenza di una cospirazione e denuncia individui o gruppi che sono presumibilmente coinvolti.
“abusivamente”: il racconto proposto si libera dalle regole elementari del ragionamento scientifico, in particolare escludendo sistematicamente gli elementi che sarebbero di natura tale da contraddirlo o – quando consentono di esaminarlo – omettendo di confutare in modo soddisfacente.
“postula”: la cospirazione non è mai dimostrata.
Teoria del complotto e cospirativismo. Conviene distinguere tra “teoria del complotto” e “cospirativismo”, sovente intesi, a torto, come sinonimi. Una teoria del complotto è un racconto circonstanziato mentre il cospirativismo è una forma di conversazione. Più precisamente, la forma di conversazione fornisce la struttura narrativa a tutte le teorie del complotto. Inoltre, il discorso cospirativista possiede una struttura molto vicina al discorso negazionista al quale però non può venire completamente assimilato poiché non ha la vocazione di negare l’evidenza di un avvenimento ma di spiegarlo in maniera differente.
La teoria del complotto tende a sottrarsi alla confutazione; infatti, qualsiasi prova tesa a dimostrare che un complotto non esiste si trasformano in altrettante prove che esiste .
Nelle teorie cospirativiste tutto è legato, il complotto non lascia posto al caso, ogni atto avrà una conseguenza prevista, e dietro a ciò che crediamo di vedere c’è un mondo clandestino in cui agiscono i cospiratori.

Cyberhate

Il termine Cyberhate designa l’uso di ogni tecnologia elettronica per diffondere informazioni antisemite, razziste, xenofobe, terroristiche ed estremiste.