4 Novembre 2013

Striscione neonazista esposto allo stadio Olimpico di Roma durante la partita tra Lazio e Genoa

tramonto rosso_alba dorata

Luogo:

Roma

Fonte:

Il Messaggero edizione di Roma

Autore:

Marco Pasqua

Lazio, l’ira degli ebrei per lo striscione filo-nazi-nazi

LA POLEMICA

Uno striscione che inneggia a Manolis e Yorgos, i due neonazisti di Alba Dorata uccisi il primo novembre scorso ad Atene. «Il tramonto rosso, l’alba dorata: Manolis e Yorgos presenti» la scritta apparsa nella curva Nord dello stadio Olimpico, durante la partita fra i biancocelesti e il Genoa. Manolis Kapellonis e Yorgos Fundulis, due giovani militanti del partito filonazista (noto per le posizioni antisemite e xenofobe), sono stati uccisi durante una vera propria esecuzione, mentre chiacchieravano davanti alla sede del gruppo nel quartiere di Neo Eraklio. Da quel giorno, i movimenti di estrema destra italiani – da Forza Nuova a CasaPound – li hanno eletti ad «eroi». In via Napoleone III, nella sede di Casa-Pound, è stata affissa una bandiera greca, mentre i neofascisti di Forza Nuova hanno inscenato un sit-in davanti all’ambasciata greca.

PROTESTE

Contro la scritta è intervenuta l’Unione delle comunità ebraiche italiane, per bocca del presidente, Renzo Gattegna: «Ogni occasione, anche la barbara uccisione di due giovani, diventa un valido pretesto per inneggiare e fare apologia di movimenti che hanno nel proprio dna il razzismo, l’antisemitismo, la xenofobia». Gattegna stigmatizza l’episodio e chiede alle autorità di intervenire: «Quanto accaduto segna una nuova tappa di un processo degenerativo cui guardiamo con forte preoccupazione. Il razzismo negli stadi è un fenomeno inammissibile». Su Facebook, il gruppo «Progetto Dreyfus», attivo nel segnalare casi di antisemitismo, ha scritto: «Fuori i nazisti dal calcio».

IL PRECEDENTE

La curva Nord laziale non è nuova ad episodi del genere. In occasione dell’ultima finale di coppia Italia, tra la Roma e la Lazio, è stato esposto uno striscione dal carattere antisemita: «La storia è sempre quella, sul petto vuoi la stella», in riferimento alla stella che i nazisti obbligavano ogni ebreo a portare sul petto nei campi di sterminio .