13 Settembre 2017

Via libera della Camera dei deputati alla proposta di legge Fiano contro l’apologia di fascismo

CameradeiDeputati

Fonte:

La Repubblica

Autore:

Silvio Buzzanca

La propaganda nazi-fascista è reato primo sì alla legge, la destra protesta

Vietato richiamare pubblicamente simboli e gesti e la vendita di gadget. E alla Camera La Russa fa il saluto romano. A favore Pd, Ap e la sinistra, contrari gli altri

ROMA. La Camera approva in poche ore il disegno di legge Fiano che colpisce la propaganda fascista o nazista, con un aggravante se si usa Internet, e lo trasmette al Senato. Votano a favore Pd. Area popolare, Mdp, Sinistra italiana, Civici e innovatori e Ds-Cd che mettono insieme 261 voti. Per il no si schierano Forza Italia, Movimento Cinque Stelle, Lega, verdiniani e Fratelli d’Italia. Il gruppo di Giorgia Meloni e gli ex missini, che ne fanno parte, sono stati i più combattivi contro il provvedimento e hanno concluso la seduta con Ignazio La Russa che ha platealmente esibito un saluto romano rivolto all’aula. La legge, infatti, approvata con delle modifiche rispetto al testo originale uscito dalla commissione Giustizia, vuole colpire anche chi fa propaganda ai contenuti del Partito fascista o di quello nazista tedesco «richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità». Naturalmente, come è stato spiegato durante il dibattito il gesto di La Russa non avrebbe sortito alcun effetto penale perchè compiuto dentro la Camera e dunque fuori dalle norme della legge in discussione. Ma fuori, invece, potrebbe essere punito, con una pena da 2 a 6 mesi di carcere. Aumentati di un terzo «se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici». La stessa pena sarebbe inflitta anche a «chiunque propaganda i contenuti propri del Partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi sovversivi del sistema democratico». Il secondo aspetto del provvedimento è quello relativo ai gadget che si ispirano al fascismo. Il testo prevede infatti di punire anche «la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli», riferiti al fascismo e al nazismo. Un aspetto che giustifica i continui riferimenti nel dibattito alle bottiglie di Lambrusco con l’etichetta che riproduce la faccia di Mussolini. ai cimeli esposti nei negozi di Predappio, o quelli a città, luoghi e monumenti che rimandano al fascismo. Punto su cui i sostenitori del provvedimento ribattono che l’architettura del Ventennio non è minimamente in discussione. Precisazione doverosa dopo che in mattinata Fiano, aveva dichiarato di essere favorevole alla cancellazione della parola Dux dall’obelisco che sorge al Foro Italico a Roma, proposta avanzata dall’ex presidente della Camera Luciano Violante. Il deputato dem ha poi precisato che «la cancellazione di quella scritta non è certo una priorità, non è in alcun modo oggetto della legge in votazione, io non la propongo e non la suggerisco». Le critiche degli oppositori si appuntano sul fatto che provvedimento, che prevede una modifica del codice penale, è privo di determinatezza e finisce per sovrapporsi alla legge Scelba e alla legge Mancino che colpisce la discriminazione per motivi razziali. La maggioranza replica che la legge invece definisce bene la fattispecie da sanzionare e non si ha nessuna intenzione di colpire idee, ricerche storiche o dibattiti politici. Solo la propaganda. Quanto alla duplicazione legislativa le leggi Scelba e Mancino nascevano dalla disposizione transitoria della Costituzione che vietava la rinascita del Partito fascista e dunque non arrivavano a colpire i soli reati di propaganda.