13 Maggio 2017

Vandalizzato il cimitero del Verano a Roma, distrutte tombe ebraiche e cristiane

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Fonte:

Corriere della Sera edizione di Roma

Raid al Verano, denunciati 4 minori

Escluso il movente antisemita, si indaga su un’azione premeditata: in caserma hanno pianto

Sono usciti dalla caserma a tarda sera. Con la testa bassa, con gli occhi rossi per le lacrime, accompagnati dai genitori. «Hanno capito, sono solo dei ragazzini. Certo che questa volta l’hanno fatta proprio grossa», spiega chi li ha visti accusarsi fra di loro, inventarsi storie improbabili. E quel «grossa» non basta nemmeno, perché i carabinieri vogliono capire cosa giovedì notte ha spinto quattro ragazzini del Nomentano e di piazza Bologna – uno di 14 e tre di 15 anni – a devastare interi riquadri del Verano, compreso quello ebraico. AIla fine sono state contate una cinquantina di tombe (ma l’inventario non è definitivo perché ne sono state trovate molte rotte, forse da più tempo) fatte a pezzi, lapidi abbattute, lastre di marmo schiantate utilizzando altri pesanti pezzi di sepolture. Uno scempio, l’ennesimo, in un cimitero che di monumentale ha sempre di meno, visto il degrado imperante, le erbacce e la cronica mancanza di sicurezza. Per di più questa volta non si conoscono ancora i veri motivi che hanno portato una comitiva di ragazzini di buona famiglia a restare al Verano anche oltre l’orario di chiusura nascondendosi fra le tombe, per poi passare all’azione: calci e pugni alle vetrine che proteggono i loculi dei cristiani, proprio di fronte al riquadro dei musulmani, a ridosso dell’ingresso «Israelitici». Poi dietrofront per attaccare il settore ebraico e le sepolture più recenti, tutte in marmo. Quasi una scelta mirata. «Hanno devastato la tomba di mio nonno, non so perché l’hanno fatto. Gesto ignobile, dovrebbero prendersela con i vivi», racconta sconvolto Alberto Fiorentini, che come molti altri è accorso al Verano per rendersi conto dei danni e partecipare con una sessantina di fedeli alla preghiera al Tempietto, con il rabbino capo Riccardo Di Segni,la presidente Ruth Dureghello e il vice presidente Ruben Della Rocca. Per chi indaga il movente antisemita non c’è. «Dalle informazioni in nostro possesso per ora non esiste alcun elemento per definire l’atto vandalico», confermano anche dalla Comunità, mentre i baby teppisti sono stati denunciati solo per concorso in danneggiamento aggravato e vilipendio di tombe. Ma i carabinieri stanno svolgendo altri accertamenti su un gesto che appare premeditato, forse dettato da qualcosa o da qualcuno. Di sicuro non una semplice bravata. Anche se i quattro non si erano preparati una via di fuga, tanto che alle 23 circa di giovedì hanno dovuto chiedere l’intervento di un custode del cimitero per uscire dal complesso. Li aveva notati mentre si aggiravano vicino all’uscita con il cancello chiuso. È stato lui a chiedere i documenti ai ragazzi, poi non potendoli fermare nonostante si trattasse comunque di una situazione più che sospetta, li ha lasciati andare, comunicando ieri mattina, dopo la scoperta dei danneggiamenti, i loro nominativi ai carabinieri, che fra i vari rilievi hanno anche acquisito le impronte digitali lasciate da alcuni dei giovani sulla sbarra dell’ingresso, oltre che su un crocefisso. Decisivi sono stati poi i filmati della videosorveglianza che hanno immortalato i quattro. Portati in caserma, all’inizio i minorenni hanno negato, poi però sono stati messi davanti alle loro responsabilità. Si sono scambiati accuse su chi avesse avuto l’idea di distruggere tutto nei riquadri che si affacciano anche su via Tiburtina, al 110 e anche al Pincetto. Alla fine hanno ammesso tutto. Gli investigatori dell’Arma hanno inviato una relazione al tribunale dei minorenni. I danni ammontano a decine di migliaia di euro e probabilmente saranno addebitati ai loro genitori, visto che non sono coperti dall’assicurazione.