10 Febbraio 2017

Una delegazione composta da leaders dell’Anti-Deafamation League si è incontrata con papa Bergoglio in Vaticano

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Fonte:

Avvenire, www.adl.org, www.vatican..va

«L’antisemitismo è contro i principi cristiani»

Di fronte alla delegazione della “Anti-defamation league” Usa il richiamo alla cultura dell’incontro come antidoto a ogni forma di violenza e a «favorire dovunque la libertà di culto»

Torna a deplorare «l’atteggiamento anti-semitico in ogni sua forma» e lo definisce «contrario in tutto ai principi cristiani e ad ogni visione che sia degna dell’uomo». Papa Francesco sceglie l’udienza di ieri alla delegazione dell’Anti-defamation league per condannare tendenze e atteggiamenti antiebraici «an-cora diffusi». Di fronte ai membri dell’organismo nato nel 1913 negli Stati Uniti con l’obiettivo di combattere i tentativi di diffamazione nei confronti del popolo “eletto’; il Pontefice ricorda l’«amicizia sincera» e i «sentimenti fraterni» che in questi anni «animano ebrei e cattolici». E cita il Salmo 133 per descrivere il rapporto fra le due fedi: “Ecco, com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme!’: «II nostro incontrarci – sottolinea Bergoglio – è un’ulteriore testimonianza, oltre che dell’impegno comune, della forza benefica della riconciliazione, che risana e trasforma le relazioni». Eppure, aggiunge, «se la cultura dell’incontro e della riconciliazione genera vita e produce speranza», la «non-cultura dell’odio semina morte e miete disperazione». Francesco va con la mente alla sua visita al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau in Polonia avvenuta la scorsa estate. «Non ci sono parole e pensieri adeguati – afferma nella Sala dei Papi – di fronte a simili orrori della crudeltà e del peccato; c’è la preghiera, perché Dio abbia pietà e perché tali tragedie non si ripetano. Per questo continuiamo ad aiutarci gli uni gli altri, come auspicava Giovanni Paolo II, ad “abilitare la memoria a svolgere il suo necessario ruolo nel processo di costruzione di un futuro nel quale l’indicibile iniquità della Shoah non sia mai più possibile”». Anche Benedetto XVI viene ricontato da Francesco quando evidenzia che l’organizzazione era già stata ricevuta dai suoi predecessori. Quindi il Pontefice si dice convinto che «o più che in passato la lotta all’antisemitismo può fruire di strumenti efficaci, come l’informazione e la formazione». Da qui l’invito «ad educare, a promuovere il rispetto di tutti e proteggerei più deboli». E osserva: «Custodire il sacro tesoro di ogni vita umana, dal concepimento sino alla fine, tutelandone la dignità, è la via migliore». Per Bergoglio, «di fronte alla troppa violenza che dilaga nel mondo, siamo chiamati a un di più di nonviolenza, che non significa passività, ma promozione attiva del bene». Come? Coltivando «la giustizia», accrescendo «la concordia», sostenendo «l’integrazione, senza mai stancarsi». Solo così, avverte, «si potranno raccogliere frutti di pace». Infine il richiamo a «favorire dovunque la libertà di culto, anche proteggendo i credenti e le religioni da ogni manifestazione di violenza e strumentalizzazione». (G.Gamb.)