1 Novembre 2015

Torta di compleanno con simboli nazifascisti per il vicepresidente del consiglio regionale veneto

torta_nazista

Fonte:

Corriere del Veneto

Autore:

Angela Pederiva

Torta nazifascista, protesta anche la comunità ebraica

Il vice in Consiglio si scusa (con sarcasmo) e va in vacanza

VENEZIA Massimo Giorgetti è partito per un weekend lungo di immersioni subacquee, la sua grande passione al di fuori della politica. «Una piccola vacanza programmata da tempo nelle acque del Mar Rosso, dove senz’altro mi potrò smacchiare delle mie piccole manie nere», ironizza il vicepresidente del consiglio regionale sul proprio profilo Facebook, dove nei giorni scorsi aveva pubblicato le foto dell’ormai famosa torta di compleanno decorata con ornamenti nazifascisti. Ma intanto la polemica continua a montare, più della panna che guarniva i simboli delle Ss e circondava il fascio littorio di glassa, un omaggio ora duramente stigmatizzato anche dalla comunità ebraica di Venezia. A farsi portavoce dell’indignazione è il presidente Paolo Gnignati. «Dentro le mura di casa – premette – ognuno è libero di fare quello che vuole, ma il solo fatto di postare sulla propria pagina Facebook, sotto il proprio nome e cognome, significa condividere immagini e simboli. Che poi il protagonista di questo increscioso episodio ricopra una carica così importante come vicepresidente del Consiglio regionale, non può che lasciarci costernati». La giustificazione che si sia trattato solo di una «goliardata» è inaccettabile secondo Gnignati: «La Comunità ebraica, memore di quello che gli ebrei e gli italiani hanno patito per mano di Ss e di fascisti, non può che constatare quanto sia importante, di fronte a questi episodi, richiamare l’attenzione contro ogni forma di banalizzazione della Storia». A rincarare la dose sul fronte politico, dopo lo sconcerto già espresso dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico a Palazzo Ferro Fini, è il deputato pentastellato Mattia Fantinati, che cita la legge Mancino e invita il forzista a dimettersi: «Giorgetti, come cittadino e ancor più come politico, sarebbe ora che iniziasse a capire le responsabilità a cui lo chiama il suo ruolo. Non solo tagliare nastri e presiedere a sagre: un rappresentante delle istituzioni deve rappresentare anche dei valori, deve costituire un esempio per i cittadini». Sul social network Giorgetti chiede venia («Se la pubblicazione della foto ha ferito la sensibilità di qualcuno mi dispiace e me ne scuso. Non era mia volontà farlo»), ma non risparmia il sarcasmo: «Se fosse stata la solita torta che molti politici ladri si spartiscono non avrebbe fatto così scalpore. La colpa di questa torta è stata di essere guarnita con un… udite, udite… fascio!!! L’ho gradita e presa per quello che era: un gesto scherzoso di amici e vecchi camerati ad una festa privata. Avrei preferito che ad occupare le prime pagine dei giornali fossero stati i tanti provvedimenti da me portati avanti a favore di famiglie, parrocchie, comuni, società sportive». Decine i messaggi di sostegno al veronese, fra «like» in versione saluto fascista e proposte di dare l’olio di ricino ai giornalisti.