25 Febbraio 2014

Timori per il rafforzamento dell’estrema destra in Ucraina

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Fonte:

La Stampa

Autore:

Maurizio Molinari

E Israele invia un team in soccorso degli ebrei

Aiuteranno a valutare i rischi perla sicurezza Previsto un piano di fuga dal Paese

Israele teme il rafforzamento dell’estrema destra in Ucraina e invia a Kiev dei «team di emergenza» il cui compito è di aiutare le locali comunità ebraiche a valutare i «rischi per la sicurezza» e adottare le necessarie contromisure, inclusa l’emigrazione. Per comprendere l’entità dei timori che circolano nello Stato ebraico bisogna entrare nel pub «Putin» su Jafo Street, nel centro della città, dove la maggioranza degli avventori sono di origine russa e condividono l’allarme lanciato da Inna Rogatchi, una ricercatrice sull’«Olocausto nei tempi moderni» che ha soggiornato a Kiev negli ultimi due mesi arrivando alla conclusione che «il partito neonazista Svoboda è un incubo per l’Europa» ed è uscito rafforzato dal rovesciamento del presidente filo-russo Viktor Yanukovich. Sebbene il governo Netanyahu eviti dichiarazioni ufficiali in merito, le preoccupazioni di Gerusalemme riguardano il fatto che «Svoboda» (Libertà) oltre ad avere il 10 per cento dei seggi nel Parlamento ha alle spalle una ventina di formazioni di estrema destra che, nel complesso, arrivano a rappresentare circa il 20 per cento di una popolazione di 46 milioni di abitanti. Da qui la decisione di Nathan Sharansky, presidente dell’Agenzia Ebraica, di iniziare un’operazione di «assistenza di emergenza» per la comunità ebraica ucraina stimata in 200 mila anime rispetto alle 70 mila di cui parlano le statistiche di Kiev. La maggior parte degli ebrei ucraini vive nella capitale, a Odessa, Lvov e Dnepropetrovsk ed è qui che Sharanky – ex leader dell’emigrazione ebraica dall’Urss – ha ordinato di inviare dei «team di emergenza» la cui missione è contattare istituzioni, sinagoghe e centri comunitari per assisterle nel «fronteggiare eventuali pericoli» e, se necessario, aiutare a emigrare in Israele chi volesse farlo. Tale forma di «intervento di emergenza» è stato creato dall’Agenzia Ebraica dopo l’attacco terroristico alla sinagoga di Tolosa nel marzo 2012 – morirono un insegnate e tre alunni – e ha poi contribuito a soccorrere comunità in situazioni di pericolo dalla Grecia all’Argentina ma, come Sharansky ammette, la crisi ucraina ha dimensioni maggiori: «Stiamo parlando di una delle comunità ebraiche più grandi del mondo».