15 Settembre 2016

Sospeso dal canale televisivo Sky Sport per tatuaggio neofascista

PaoloDiCanio

Fonte:

Corriere della Sera

Autore:

Guido De Carolis

Di Canio via dalla tv

per il tatuaggio Dux

Scoppia la polemica

Sospeso da Sky. Insulti in Rete. La Russa: ipocrisia

La scritta «Dux» l’ha tatuata sul braccio destro anni fa. È sempre stata motivo di polemica, ma non l’ha mai nascosta. Stavolta a Paolo Di Canio, 48enne conduttore di Premier Show, il programma della domenica sul calcio inglese, è costata la collaborazione con Sky Sport. In realtà ha fatto tutto la rete televisiva, che ha dovuto subire la doppia onda dell’altra rete, quella di Internet. Sky Sport ha postato sui social network una foto: sotto il logo del canale l’ex giocatore in maglia a maniche corte, visibili i vari tatuaggi e la scritta «Dux». Il popolo del web non ha perdonato. Su Twitter e Facebook è arrivata la prima marea di commenti e insulti contro il «fascista» Di Canio. Si è fatta sentire la comunità ebraica. Le polemiche hanno costretto Jacques Raynaud, executive vice president di Sky Spòrt e Sky Media, a intervenire nel corso della presentazione dei palinsesti 2016-2017, dove Di Canio era atteso ma non è mai arrivato. «Abbiamo fatto un errore. Ci scusiamo con tutti quelli di cui abbiamo urtato la sensibilità. Abbiamo deciso di sospendere la collaborazione con Di Canio». «L’espulsione» di Sky ha amplificato il caso, ripreso soprattutto dai tabloid inglesi. Di Canio ha giocato per anni in Inghilterra. Allo Sheffield Wednesday fu squalificato per u giornate per una spinta all’arbitro Paul Alcock, con il West Ham vinse invece il premio Fifa Fair Play con tanto di lettera di encomio per la sua sportività. Appena assunto come allenatore del Sunderland si scontrò con l’ex ministro degli Esteri inglese David Miliband che se ne andò dal board del club accusandolo: «È un fascista e un razzista, mi dimetto». Di Canio si difese ripudiando il fascismo: «Non sono un politico, non sono razzista e non condivido l’ideologia fascista». Un cambiamento notevole. Nel 2005, quando ancora vestiva la maglia della Lazio, festeggiò la vittoria nel derby con la Roma con il saluto romano sotto la curva biancoceleste: il tatuaggio c’era già. La sospensione di Sky ha scatenato però una seconda ondata di indignazione e su Facebook in molti hanno difeso Di Canio e attaccato la rete televisiva. «All’ipocrisia tutta italiana non sfugge neanche Sky. Vergognosa la sospensione. O Sky pretendeva ipocritamente l’obbligo della camicia a manica lunga oppure lamenta che Di Canio non si sia amputato il braccio», ha sottolineato Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia. Sulla stessa linea Viviana Beccalossi di Fdi: «Onore e rispetto per chi ha anteposto il proprio pensiero alla ribalta della scena televisiva».