10 Gennaio 2016

“Senza gli ebrei, la Francia non sarebbe la Francia”

MValls_Mosaicocem

Fonte:

Mosaico-Cem – www.mosaico-cem.it

Manuel Valls all’Hyper Cachér: “Senza gli ebrei, la Francia non sarebbe la Francia”

“Lo dico con le mie parole, con il mio cuore, dal profondo di me stesso e non smetterò di ripeterlo perché è una convinzione sincera: senza gli ebrei di Francia, la Francia non sarebbe la Francia!”.

Così si è espresso il primo ministro francese Manuel Valls durante la cerimonia di commemorazione delle vittime degli attentati del 7-8-9 gennaio 2015, tenutasi sabato 9 gennaio davanti al supermercato all’Hyper Cachér, dove erano stati uccise quattro persone dall’attentatore Amedy Coulibaly.

La manifestazione, organizzata dal Crif e dalle altre organizzazioni ebraiche, si è tenuta dopo la fine dello Shabbat: uno Shabbat che, grazie all’appello del Concistoro delle comunità ebraiche francesi, deve essere stato un Hyper-Shabbat, grazie alla partecipazione di molti ebrei che di solito non frequentano la sinagoga.

Durante la cerimonia sono state poste su un palco 19 candeline: 17 per i morti del 9 gennaio 2015, una per quelle degli attacchi del 13 novembre e una per tutte le vittime del terrorismo. Ad accenderle i rappresentanti dei vari culti, fra cui il grande rabbino di Francia, Haim Korsia, il cardinale-arcivescovo di Parigi, André Vingt-Trois, e il dirigente del Conseil français du culte musulman (CFCM), Anouar Kbibech.

Intervenuto dopo il sindaco Marie Hidalgo, Manuel Valls ha dichiarato che non ci sono parole di spiegazione per gli atti dei jiadisti e ha riaffermato il suo sostegno alla comunità ebraica del paese. “Questa angoscia, questa immensa angoscia, questa legittima paura non dovrebbe mai essere sottovalutata”, ha insistito il capo del governo. «L’ho detto con le mie parole, con il cuore, con il mio coraggio, e continuerò a ripeterlo perché è una convinzione profonda: senza gli ebrei di Francia, la Francia non sarebbe la Francia. Vedere dei francesi lasciare il Paese, sempre più numerosi, il loro Paese, perché non si sentono più sicuri…ma anche perché non si sentono più capiti, perché non si sentono più al loro posto, avrebbe dovuto essere da tempo per tutti noi francesi un’idea insopportabile”, ha detto sotto una pioggia di applausi nutriti in presenza dei rappresentanti della comunità ebraica, così come Nicolas Sarkozy e Valérie Pécresse, presidente dei Repubblicani nella regione Ile-de-France.