30 Ottobre 2016

Recenti esempi di cospirativismo

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Fonte:

www.corriere.it

Autore:

Pierluigi Battista

Dalla Bilderberg ai vaccini

complottismo figlio dei tempi

(ma non c’è niente da ridere)

«La grande truffa dell’allunaggio», l’11 settembre voluto dalla Cia, fino alla riduzione della magnitudo dei terremoti per contenere i rimborsi. È lunga la serie delle bufale

La senatrice Enza Blundo non ce l’ha proprio fatta, è stato più forte di lei, il crampo complottista è dilagato in lei senza argini. Poi il Movimento 5 Stelle ha preso formalmente le distanze dalla sua loquace senatrice, quella che aveva detto, a pochi minuti dal terremoto, che il Tg1 aveva volontariamente, diabolicamente ridotto la gravità del sisma appenninico per pagare meno rimborsi ai terremotati. Ma la sindrome cospirazionista non perdona, ti prende all’improvviso, d’istinto. Come quella che ha catturato un altro deputato grillino, e svariate migliaia di seguaci di un sito negazionista molto in voga, a proposito della «grande truffa dell’allunaggio», che invece i complottisti ritengono essere stato una messinscena in uno studio anziché sulla vera Luna. Come quella di un altro deputato grillino, Carlo Sibilia, convinto che da una centrale oscura, da una Spectre malvagia, sia partito l’ordine di inquinare il Pianeta con le scie chimiche. O il complottismo dei microchip che la Cia avrebbe nottetempo introdotto nei corpi di milioni cittadini ignari.

Schiere di cospirazionisti

Fa ridere? Ieri, per dire, mentre la Basilica di San Benedetto crollava e Castelluccio di Norcia tremava ancora, non faceva ridere, ma piangere. E per fortuna che il Movimento di Grillo ha preso le distanze dalla sua sfrenata senatrice cospirazionista. E del resto, non è che i i Cinque Stelle siano gli unici depositari del verbo complottista. «Bilderberg», per esempio, è una parolaccia molto trasversale a destra come a sinistra, usata dalle schiere di cospirazionisti per indicare il centro mondiale di tutti i complotti, quelli che si riuniscono periodicamente, in apparenza per discettare di alte questioni internazionali, in realtà per tiranneggiare i poveri diavoli del mondo.

«Subdola ubiquità»

Ai tempi di Tangentopoli si favoleggiava di una riunione di tutti i più crudeli poteri forti del mondo che a bordo del Britannia, al largo per non farsi sentire dalle vittime, si stavano spartendo le spoglie dell’industria italiana fatta a brandelli per poterla privatizzare con maggiore agio. In America hanno costruito addirittura un movimento che ha avuto pure qualche credito internazionale e molti imitatori, quello di Occupy Wall Street, e che sosteneva, anzi continua a sostenere l’idea di un 1 per cento di nababbi manigoldi che si presta alle più losche manovre per vittimizzare il 99 per cento della popolazione mondiale. Figurarsi per il terremoto, la cui imprevedibilità, la cui ferocia, e la cui subdola ubiquità, alimenta le leggende più strane, quasi nell’impossibilità di accettare che un evento come il terremoto abbia cause esclusivamente naturali («la colpa è dell’uomo») e che davvero la scienza non abbia trovato il modo per prevederlo. Il complottismo, del resto, ha la forza che ha perché fornisce risposte semplici e coerenti a qualcosa che ancora appare misterioso e indecifrabile.

Macchinazioni neoliberiste

Esiste il complottismo sui vaccini, perché si dice che le case farmaceutiche ne propagandino la necessità allo scopo di guadagnare cifre immense. Idem per i tumori, fino a parlare esplicitamente del «Grande Complotto Chemioterapico». Esiste il complottismo sull’11 Settembre, che si alimenta delle più incredibili teorie pur di negare l’evidenza. Esiste il complottismo che denuncia le oscure macchinazioni del «neoliberismo». Attraverso la senatrice Blundo, sinora quasi sconosciuta nelle cronache della politica, ha parlato dunque uno spirito del tempo molto diffuso e molto variegato, così persuasivo che quasi ci sarebbe da credere a un complotto che spiega tanta popolarità. Ma in questi giorni non fa ridere, mentre sull’Appennino le case crollano e la gente piange.