29 Novembre 2015

Raduno neonazista a Rogoredo

Hammerfest_2015

Fonte:

Corriere della Sera edizione di Milano

A Rogoredo il raduno neonazista In centinaia arrivati dalla Germania

Scontro sulla Hammerfest europea. Il Pd : Alfano riferisca in Parlamento

Per quanto il mondo dei social possa essere rappresentativo (e in effetti spesso non lo è per niente), occorre partire dalla pagina Facebook della Skinhouse di Milano per capire cosa significhi l’edizione 2015 della Hammerfest, C’è la locandina dell’evento che festeggia i 20 anni di «attività» di Hammerskin Italia e sotto ci sono quasi 400 «mi piace». Ma soprattutto ci sono 565 condivisioni dell’evento e una ventina di commenti. La stragrande maggioranza sono in tedesco. Segno che i ragazzi milanesi hanno stretto le alleanze giuste. Qualcuno scrive che «ci si sarà da divertirsi », e non è chiaro se il riferimento è ai gruppi musicali di estrema destra che si alterneranno sul palco del capannone privato di via Toffetti 75, o per la presenza di militanti in arrivo da mezza Europa: oltre che dalla Germania (attesi più di 200 tedeschi), altri arriveranno da Francia, Polonia, Austria e Olanda. In totale si parla di 6/700 militanti. La scelta della sede è rimasta «segreta» per mesi. Ma il passaparola ha portato, già dal tardo pomeriggio di ieri, un continuo afflusso di «skin». Piccoli gruppetti di otto/dieci ragazzi e ragazze arrivati a Rogoredo con auto e pullman. La festa si è aperta solo in tarda serata quando sul palco sono salite le band neonazi tedesche Frontalkraft, Division Germania , Whitelaw, e i gruppi italiani Nativi, Adl 122, Malnatt, Linea ostile e Bullets. A «vigilare» gli occhi molto discreti di alcuni agenti della Digos, ma come già accaduto due anni fa prefettura e questura non hanno impedito il raduno. Perché «tecnicamente» si tratta di una festa privata, in un locale privato e non c’erano esigenze di ordine pubblico. Una richiesta che era arrivata, invece, dall’Osservatorio democratico con Saverio Ferrati che aveva lanciato l’allarme nelle scorse settimane per una «kermesse sfacciatamente neonazista». Il network Hammerskin, è infatti nato da una costola del Ku Klux Klan. «Milano non può accogliere iniziative che attingano al repertorio dell’intolleranza razziale e politica — protesta Stefano Pedica (pd) —. Il ministro Alfano riferisca in Parlamento».