7 Febbraio 2017

Proposta di legge del Pd che mira a rendere reato penale la propaganda fascista e nazista, ampliando il raggio d’azione dell’attuale normativa contro l’apologia del fascismo

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Fonte:

l'Unità

Stop d’ufficio e carcere per gadget fascisti o nazisti e saluti romani

Primo firmatario Fiano, riparte l’esame in commissione Giustizia alla Camera

Mai più saluti fascisti, come invece se ne videro nel 2008 in piazza del Campidoglio quando fu eletto sindaco Gianni Alemanno, o nel ’99 quando il centrodestra espugnò Bologna e alcuni manifestanti salirono lo scalone di palazzo D’Accursio con il braccio destro teso. Mai più saluti romani sui campi di calcio, ma neppure bancarelle con busti del Duce a Predappio. Questo chiede la proposta di legge Pd – primo firmatario Emanuele Fiano – che mira a rendere reato penale la propaganda fascista e nazista, ampliando il raggio d’azione dell’attuale normativa contro l’apologia del fascismo. Una proposta di cui dopo diversi rinvii (era stata presentata nel 2015) è ripreso ora l’esame in commissione Giustizia della Camera. La proposta mira a vietare come delitto perseguibile d’ufficio la propaganda fascista e nazista «anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero che ne richiamino la simbologia o la gestualità». responsabili sarebbero puniti «con la reclusione da sei mesi a due anni», pena aumentata di un terzo «se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici». «Non è una legge che guarda al passato con lo specchietto retrovisore – spiega il relatore Walter Verini, capogruppo Pd nella stessa commissione -, l’obiettivo è far sì che certi fenomeni anche violenti, molto presenti in Europa e in Italia, vengano colpiti e puniti. E non le opinioni, che sono altro, per quanto stigmatizzabili».