14 Settembre 2016

Polemiche per un vistoso tatuaggio fascista sul braccio dell’ex calciatore Paolo Di Canio, diventato opinionista del canale video Sky Sport

pdicanio

Fonte:

www.corriere.it

Autore:

Alessandro Fulloni

Di Canio in diretta con il tatuaggio: «Dux» sui bicipiti, insulti sul web

Maglietta a maniche corte. Braccia scoperte in studio. E la parola «Dux» assai visibile nel live su Facebook dell’ex laziale ora commentatore televisivo. Moked, il portale dell’ebraismo italiano: «Pessimo servizio a milioni di spettatori»

Maglietta a maniche corte. Braccia scoperte. Tatuaggi assai visibili. Tra questi, la parola « DUX» in stampatello sul bicipite sinistro. La foto di Paolo Di Canio è diventata virale. L’ex centrocampista di Lazio, Milan e Juve oltre che di diverse squadre britanniche – West Ham, Sheffield, Charlton e anche il Celtic – ha un programma tutto suo su Sky dedicato alla Premier League: il «Di Canio Premier Show» (ogni domenica alle 19 su Sky Sport 1 HD. L’altro giorno l’esordio. Impossibile non notarla, quella scritta ripresa dalla telecamera. E infatti l’immagine del calciatore-mezzobusto televisivo è rimbalzata sui social, Twitter e Facebook (dove è andato in onda il live). I commenti si moltiplicano. «Di Canio è un poveretto e chi lo manda in onda così è uno sconsiderato», dice un telespettatore. «Il neurone esistente nel cervello di #DiCanio soffre di solitudine e sbatte contro le pareti – fa eco un altro – emicrania garantita». Sulla schiena Di Canio ha altri tatuaggi«politici»: un’aquila imperiale e il profilo di Benito Mussolini.

Simpatie mai nascoste da laziale

Simpatie mai nascoste dal laziale, per la verità. E che già in passato gli avevano procurato problemi. Anche in Gran Bretagna. Come nel 2011 quando appena nominato coach dello Swindon Town, allora quarta divisione inglese, diversi sponsor – tra cui un sindacato – della squadra britannica ritirarono i loro finanziamenti perché non non accettavano che il team fosse allenato da un trainer dichiaratamente «fascista». Senza contare l’eloquente braccio teso del 6 gennaio 2005. Derby del Cupolone. La Lazio vince 3-1. Gran partita di Di Canio che va sotto la curva Nord, quella degli ultrà biancocelesti e li saluta con il saluto romano.

Moked: «Pessimo servizio a milioni di spettatori»

Non mancano reazioni e prese di posizione. «Sorprende che Sky Sport, che ha voluto Di Canio come opinionista di punta di questa stagione calcistica, amplifichi oggi (come altrove in passato) un messaggio – scrive Adam Smulevich su Moked, il portale dell’ebraismo italiano – pericoloso e distorto. Un pessimo servizio a milioni di spettatori», si legge in un articolo dal titolo «Opinioni a fior di pelle». «Perché – spiega Smulevich – l’apologia del fascismo non è lecita. E se per Paolo Di Canio questo è forse indifferente, non dovrebbe certo esserlo per una emittente che aspira al vertice della professionalità dell’informazione sportiva».