17 Marzo 2015

Nuove misure di sicurezza per le principali strutture della Comunità Ebraica di Firenze

sinagoga_firenze

Fonte:

la Repubblica edizione di Firenze

Autore:

Luca Serranò

Ronde di soldati col mitra alla sinagoga

Le misure straordinarie per i principali obiettivi della comunità ebraica

Divisi i residenti della zona “Staranno lontani i balordi” “I militari mettono l’ansia”

Tre militari a perlustrare le strade intorno alla sinagoga, in mezzo ai passanti e con tanto di fucile mitragliatore a tracolla. Le nuove misure di sicurezza per le principali strutture della comunità ebraica, disposte sulla scia dell’allerta terrorismo, sono già scattate. Dallo scorso fine settimana una pattuglia di tre soldati si è andata ad aggiungere alla sorveglianza fissa della sinagoga. I controlli, divisi su più turni, prevedono frequenti passaggi in strada, armi alla mano, in particolare lungo via Farmi, via Carducci, piazza Sant’Ambrogio e via dei Pilastri. Una presenza che ha finito anche per sollevare qualche malumore tra residenti e commercianti: «Vederli sfilare sul marciapiede con il mitra in mano, in mezzo alla gente, mette un po’ di ansia — si lamenta un abitante — mi chiedo se lo stesso tipo di servizio non si poteva fare in modo meno invasivo. A volte si fermano anche per qualche secondo nella piazza, in questo modo si rischia di trasmettere l’immagine di un quartiere militarizzato». «Meglio così — scherza invece un altro residente — forse ci saranno meno balordi in giro». Il servizio di ronda è stato disposto dal comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Luigi Varratta. Il comitato ha deciso di impiegare sul versante dei controlli antiterrorismo i trenta soldati arrivati nei giorni scorsi a Firenze, sulla base di un progetto del ministero che prevede l’impiego di contingenti di militari per attività di “sicurezza urbana”. Oltre che per i potenziali obiettivi legati alla comunità ebraica, i rinforzi sono stati impiegati anche sul fronte della sicurezza dei cantieri dell’Alta Velocità. Nel complesso, in tutta la Toscana sono stati inviati soldati nelle province di Firenze, Prato, Lucca e Livorno.