5 Marzo 2015

L’eurodeputato leghista Buonanno definisce i Rom «feccia della società» per questo la sua pagina è stata sospesa da Facebook

gianluca_buonanno

Fonte:

Il Tempo

Autore:

Pietro De Leo

« Rom feccia? Stavolta dico di più »

Buonanno cancellato da Facebook, si ribella: «Non mi feremeranno»

«In tv ho solo detto la verità, negarlo significa non avere senso della relatà»

Gianluca Buonanno è quell’esponente della Lega Nord che, più di tutti, ha raccolto la gestualità del Carroccio prima maniera, fatto di gente alla Luca Leoni Orsenigo, che sventolò un cappio in Aula alla Camera, era il ’93, per chiedere “giustizia” (una giustizia piuttosto d’antan) contro i politici corrotti. Buonanno di tutto questo ha dato una rilettura: spigole, bolle di sapone, ortaggi. «La ciliegina sulla torta ai miei messaggi», dice. Il suo campionario “dimostrativo” è fatto di questo. E in quello verbale c’è, aggiornamento recente, il «Rom feccia della società» pronunciato lunedì sera a Piazza Pulita. Che lo ha reso bersaglio di polemiche e, a posteriori, gli è costato la sospensione della pagina face-book. Buonanno racconta: «Avevo caricato gli spezzoni della trasmissione». Poi? «Successivamente provo ad accedere, ma trovo tutto bloccato. Ho chiesto spiegazioni al collaboratore che mi aiuta a gestire la pagina e mi ha detto che hanno sospeso tutto per ventiquattr’ore in quanto quel filmato sui rom è considerato dal contenuto inappropriato. Neanche avessimo a che fare con la Gestapo», si lamenta Buonanno, che spiega: «Tra l’altro i filmati di lunedì sono stati rilanciati da tutti i maggiori siti di informazione, perché io non posso metterlo nella mia pagina?». Certo, non poter utilizzare un social network, per un eurodeputato, in tempi della “politica 2.0”, non è cosa da poco. «Ho circa 30 mila aderenti alla mia pagina. E io Facebook lo uso moltissimo, mi permette di avere un’interfaccia continua. Adesso, per esempio, non posso nemmeno caricare le foto della visita all’Europarlamento del presidente Mattarella. Ma non è questo che mi fermerà, perché io continuerò a dire la mia, dovranno eliminarmi per farmi smettere». Il discorso vira su quella frase detta, nel corso di Piazza Pulita. «Quando dico che i rom sono la feccia della società non ce l’ho con gli zingari in quanto tali, ma con chi delinque e si comporta male. Non tutti i rom e zingari sono dei delinquenti, ma quasi tutti i delinquenti sono rom e zingari», spiega Buonanno. E continua: «A Roma, in metropolitana, bisogna avere mille occhi. Così alla stazione Termini. Utilizzano i bambini per i borseggi e le elemosina. Ma che gente è? E gli italiani non ne possono più. Sostenere questo non significa essere razzisti, ma avere senso della realtà». Punto nodale a cui in molti, nella sinistra della tv, dei giornali e del Palazzo contrappongono l’accusa di fascismo. «Solo perché uno non dice quello che vorrebbero loro. Pensassero, innanzitutto, ai crimini del comunismo, ai gulag, a quello che ha combinato la sinistra italiana con cinque svuotacarceri. Se uno -prosegue Buonanno- parla con le forze dell’ordine, si accorge che non ne possono più delle condizioni in cui si trovano ad operare». Tornando alla puntata di Piazza Pulita, il suo contraltare, Dijana Pavlovic, rom, presidente della Fondazione “Rom e Sinti insieme”, domani (oggi per chi legge ndr) sarà al Parlamento Europeo, invitata dall’eurodeputato del Pd David Sassoli. «Io sarò in Libia, ad occuparmi di cose più serie, ma una cosa voglio dirla». Prego. «Sassoli prenda casa vicino ad un campo rom. Passi un po’ di tempo nella metro o alla stazione Termini. La signora Pavlovic, invece, fa l’attrice, non solo di lavoro, ma anche in senso metaforico. Viene in tv a fare la retorica per conquistarsi un minimo di visibilità». Quindi? «Vogliono fare una cosa buona? Condannino gli zingari che delinquono. Io rimango della mia e lo ripeto: i rom sono la feccia della società. Poi mi denuncino pure, facciano ciò che vogliono. Tanto la stragrande maggioranza delle persone che incontro mi sono vicine».