28 Marzo 2017

Lettera aperta della Presidente della Comunità Ebraica di Napoli Lydia Schapirer al sindaco De Magistris dopo la decisione del Comune partenopeo di concedere una sala consigliare a un’iniziativa del movimento pro BDS il 16 marzo scorso

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Fonte:

Moked.it

Autore:

Lydia Schapirer

“De Magistris, il Bds è contro la pace

Napoli non ne segua l’esempio”

A seguito della decisione del Comune di Napoli di concedere una sala consigliare a un’iniziativa del movimento Bds (Boycott, Divestment and Sanctions), la Comunità ebraica di Napoli ha inviato, a firma della presidente Lydia Schapirer, la seguente lettera di protesta al sindaco della città Luigi De Magistris:

Lettera aperta al Sindaco di Napoli

Egregio Signor Sindaco,

la notizia che il 16 marzo u.s. il Comune di Napoli abbia concesso al Movimento BDS (Boycott, Divestment and Sanctions) la sala consiliare suscita sconcerto da parte della Comunità ebraica di Napoli. La tradizione di tolleranza e apertura di questa città stride con gli obiettivi del BDS che si prefigge di una campagna di boicottaggio nei confronti di Israele, dei suoi prodotti e della sua cultura, tra l’altro già condannata dai tribunali di diversi Stati europei. Tralasciando gli aspetti di illegittimità giuridica di azione di competenza del Ministero degli Esteri, l’idea che il sostegno alla causa della nascita dello Stato palestinese (i cui maggiori ostacoli derivano principalmente da posizioni estremiste proprio in campo arabo di chi rifiuta il riconoscimento di Israele) possa passare per un’azione di chiusura verso lo Stato ebraico la cui cultura e ricerca scientifica sono apprezzati nel mondo per il loro contributo al miglioramento delle condizioni di vita ed al dialogo tra i popoli, ha il sapore amaro di qualcosa di già subito dagli ebrei in seguito all’espulsione dalla Spagna e dai suoi possedimenti. La conseguenza di quelle espulsioni fu il declino progressivo dei territori da cui gli ebrei furono cacciati a vantaggio di quelli che li accolsero.

I “ponti” di cui, con troppa retorica, si parla a proposito della “Pace”, si costruiscono dando voce a tutte le parti coinvolte nel conflitto e non escludendo una parte nella convinzione di dare forza all’altra. La Comunità ebraica di Napoli, di cui diversi iscritti sono anche cittadini israeliani, è coerente nel sostenere con l’UCEI, di cui fa parte, l’impegno per la Pace in Medio Oriente che passa per il principio dei “Due popoli per due Stati”. A questo principio devono attenersi tutti coloro che sono per una soluzione della contesa che sia pacifica e giusta per entrambe le parti e che, piuttosto che favorire iniziative tese a dividere, contribuiscano ad avvicinare i due popoli, facendoli incontrare e discutere.

L’iniziativa di concedere la sala consiliare al Movimento BDS, seguendo purtroppo un solco già tracciato dall’amministrazione comunale di Napoli negli anni passati, va in direzione del tutto opposta a quella dell’avvicinamento e dell’incontro dei popoli. Pertanto, riteniamo che se il Comune di Napoli intende davvero proporsi come motore dei processi di Pace, la sua amministrazione debba attuare un deciso cambio di rotta improntato all’equilibrio ed all’ascolto delle ragioni dell’una e dell’altra parte, senza retorica e facili slogan.