9 Novembre 2013

L’American Jewish Committee chiede un maggior coordinamento a livello europeo nella lotta contro l’antisemitismo

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Fonte:

ANSA

Antisemitismo: American Jewish Committee, più coordinamento UE nella lotta alla discriminazione

L’American Jewish Committee ribadisce il suo appello per un maggior coordinamento a livello europeo nella lotta contro l’antisemitismo, dopo la pubblicazione, ieri, del sondaggio Ue condotto tra gli ebrei di alcuni paesi europei. «Negli ultimi anni abbiamo letto numerosi rapporti sulla crescita dell’antisemitismo in Europa», afferma Daniel Schwammenthal, direttore dell’Istituto Transatlantico dell’American Jewish Committee. «L’inchiesta della FRA (Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali) conferma i risultati allarmanti e riflette effettivamente le preoccupazioni dei cittadini ebrei in Europa». Secondo il sondaggio il 21% degli intervistati ha denunciato di essere stato al centro di almeno un episodio d’antisemitismo, tra insulti verbali, molestie e aggressioni fisiche negli ultimi 12 mesi (un aumento del 7% rispetto ai cinque anni precedenti). Ancora più inquietante è il fatto che l’82% delle vittime di discriminazione antisemita non ha denunciato l’episodio alle autorità. Ne risulta che il 23% degli intervistati ha dichiarato di evitare, quanto meno in alcune occasioni, di frequentare eventi o luoghi ebraici. E infine un altro 29% afferma di aver preso in considerazione la possibilità di emigrare: in Ungheria, Francia e Belgio le cifre si aggirano tra il 40% e il 48%. «La protezione da parte della polizia è ormai da tempo una triste necessità per scuole e luoghi di culto ebraici in tutta Europa, ma è evidente che le attuali misure di sicurezza non sono sufficienti», dice Schwammenthal. «Il fatto che la maggior parte degli episodi di antisemitismo non vengano segnalati e che quasi un terzo degli ebrei abbia preso in considerazione la possibilità di lasciare l’Europa dimostra una mancanza di fiducia nelle capacità delle autorità competenti di contrastare questo pericolo. Occorre porre rimedio immediatamente». Il sondaggio evidenzia la gravità della minaccia antisemita verso le comunità ebraiche: in Ungheria il 92% ritiene si tratti di uno dei tre maggiori problemi sociali e politici del paese, come l’80% del campione francese. Inoltre, il rapporto segnala l’ampia diffusione di nuove forme di antisemitismo, come l’antisionismo. Il 48% degli intervistati afferma di sentire spesso persone che paragonano Israele ai nazisti. Circa il 60% del campione in Belgio, Italia e Francia dichiara di essere spesso o sempre messo sotto accusa per azioni intraprese dallo stato d’Israele. Nel Regno Unito, Italia e Svezia, affermazioni analoghe sono raccolte tra il 40% e il 50% degli intervistati. «L’Ue dispone già di una definizione di antisemitismo elaborata nel 2005 dall’organismo predecessore della FRA, che chiarisce esplicitamente come tali attacchi che bollano Israele di razzismo o la paragonano ai nazisti, superino largamente i limiti della legittima critica», aggiunge Schwammenthal. Il sondaggio dimostra che è arrivato il momento per l’Unione Europea «di adottare formalmente tale definizione al fine di rendere la lotta contro l’antisemitismo chiara e omogenea».