9 Dicembre 2015

La Comunità ebraica ha deciso di dissociarsi dall’evento Fiera della piccola e media editoria per la presenza di un libro antisemita

Fiera_logo

Fonte:

la Repubblica

Autore:

Viola Giannoli

“Libro antisemita”, e il rabbino diserta la fiera

Roma. Un libro antisionista presentato alla Fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi” fa infuriare la comunità ebraica. E il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, diserta l’evento a cui era stato invitato. A scatenare la polemica, il testo Sionismo, il vero nemico degli ebrei del giornalista inglese Alan Hart, fortemente critico sulla politica di Israele, fino a ritenere, ad esempio, che dietro l’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre ci possa essere stato un complotto dei servizi segreti israeliani. Alla Fiera sono arrivate le richieste di cancellare l’evento da parte di un consigliere della Comunità ebraica. «Delirante povero ebreo» l’ha definito, su Facebook, il curatore del volume Diego Siragusa, che ieri mattina, con l’editore Zambon, ha presentato il libro al Palazzo dei Congressi dell’Eur. Lo stesso giorno in cui, cinque ore più tardi, doveva andare in scena l’incontro tra Di Segni, la storica Anna Foa e il giornalista Fabio Isman su “Gli abitanti del Ghetto di Roma” di Angela Groppi, censimento della popolazione ebraica tra il 1555 e il 1796. Ma il rabbino ha deciso di rinunciare all’appuntamento organizzato da mesi: «La manifestazione dell’editoria è libera di presentare quel che vuole, io sono altrettanto libero di fare le mie scelte» spiega. Ad annunciare alla sala piena il forfait è stata la Foa: «La comunità ebraica ha deciso di dissociarsi dall’evento e il Rabbino per protesta non verrà». La querelle a Roma era già scoppiata il giorno prima: il 7 doveva essere la sezione dell’Anpi Don Pappagallo dell’Esquilino a presentare il volume di Hart. Doveva, perché l’iniziativa è stata revocata dopo la durissima reazione del presidente dell’Ucei, Renzo Gattegna: «È sconcertante che l’Anpi, che dovrebbe tutelare e diffondere ben altri valori, si faccia promotrice di un’iniziativa di aperto odio antiebraico e antisraeliano» aveva tuonato. «Non sapevamo nulla» si è scusato il presidente nazionale Carlo Smuraglia. Ed Ernesto Nassi, resposanbile locale, ha aggiunto: «II volume non è in linea con i nostri principi che rifiutano qualsiasi forma di antisemitismo». Scelta diversa per la Fiera dei piccoli editori. «Dopo la richieste di annullare la presentazione-spiega la coordinatrice Silvia Barbagallo – abbiamo verificato il contenuto del libro per accertarci che, al di là delle posizioni rigide sul sionismo e la questione palestinese, non ci fosse nulla di antisemita. Abbiamo invitato i rappresentanti della comunità a confrontarsi con noi perché le critiche ci sono sembrate eccessive e politiche. Abbiamo seguito l’incontro e non c’è stata alcuna allusione razzista. Nulla di offensivo nemmeno nel libro a nostro avviso, e così abbiamo deciso di andare avanti».