21 Dicembre 2016

Dopo la provocazione neonazista del rappresentante di CasaPound, introdotto un codice di comportamento per i consiglieri comunali di Bolzano

A_Bonazza

Fonte:

Corriere dell’Alto Adige

Autore:

Silvia Fabbi

Felpa nazista, Bonazza richiamato

«Basta abiti che urtino la sensibilità»

Accordo fra i capigruppo. Il consigliere di CasaPound: stop anche ai simboli partigiani

Bolzano La scritta sulla felpa di Andrea Bonazza ieri sera era un inattaccabile «Berlin». Così il referente di CasaPound si è presentato alla «resa dei conti» con i capigruppo, dove gli è stato chiesto di aderire a un codice di comportamento «tale da non suscitare le ire di nessuno, perché ciascuno ha le sue sensibilità e quindi, come sono bandite canottiere scollate e minigonne, così non ammetteremo indumenti che richiamino un passato sgradito a qualcuno» ha spiegato il presidente del Consiglio Silvano Baratta. «Ora l’accordo è a verbale, e auspico che basti. Non vorrei essere costretto a mettere mano al regolamento per stabilire un principio tanto semplice» ha aggiunto. Non senza difendere nel merito la felpa con la scritta «Charlemagne» (divisione delle Waffen SS) che ha scatenato una condanna unanime, ieri il consigliere di CasaPound si è adeguato alla richiesta del capogruppo. «L’accordo per non indossare più simboli politici riguarderà sedute di Consiglio e commissioni. Da oggi nessuno indosserà neanche più indumenti partigiano ha chiarito Bonazza. La felpa del consigliere di CasaPound non è piaciuta neanche a Sebastian Seehauser (Svp), che ha definito «inaccettabile quella felpa. Spero che Bonazza si adeguerà all’accordo siglato oggi, anche se sono certo che l’ideologia non cambierà in base al regolamento». Toni duri anche dai Verdi. «La felpa per la gravità della provocazione che offende milioni di vittime non è paragonabile a chi viene in infradito, con indumenti sporchi o minigonne» ha chiarito Tobias Planer. Critico anche Alessandro Huber: «La felpa di Bonazza è inaccettabile, è fondamentale che d’ora in poi nessuno indossi abiti lesivi della sensibilità di chicchessia». Gabriele Giovannetti ha sottolineato la necessità di applicare il concetto di decoro a qualsiasi abito potenzialmente offensivo del decoro. La nuova «regola di condotta» per l’aula è stata condivisa all’unanimità da tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione. Toni duri per Bonazza ha avuto ieri anche il sindaco Renzo Caramaschi: «Vedremo come procederà la Digos, ma se si arriverà a una condanna il consigliere diverrà incompatibile. In ogni caso abbiamo di fronte un semplice provocatore, che col suo comportamento danneggia tutta la città sollevando polemiche strumentali per farsi pubblicità».