4 Settembre 2016

Intervista al presidente del CRIF Françis Kalifat sulle differenze tra i simboli religiosi ed i simboli politico-religiosi

FKalifat

Fonte:

www.crif.org

Autore:

Laetitia Enriquez, Françis Kalifat

Françis Kalifat: “Dobbiamo distinguere tra simboli religiosi e segni religioso-politici”.

“L’Islam fondamentalista e i salafiti cercano di destabilizzare la Repubblica”, ha detto il Presidente del CRIF.

Dopo le dichiarazioni di Jean-Luc Mélenchon il 25 agosto che ha sostenuto che “nel nostro Paese, abbiamo perseguitato gli ebrei, poi i protestanti e oggi i musulmani. La soluzione è la laicità”, subito avete segnalato un “relativismo e un parallelo totalmente inaccettabili e che devono essere denunciati.” Si ha l’impressione che siate il solo ad avere condannato questo opinabile paragone ……

Françis Kalifat: Bisognava assolutamente reagire perché siamo di fronte all’assurdo più totale ma comunque calcolato. Se Jean-Luc Mélenchon è coinvolto in tale relativismo è perché ha un secondo fine che può essere solamente elettorale.

Il fatto che queste affermazioni oltraggiose di Jean-Luc Mélenchon non abbiano provocato il clamore che dovrebbero avere non è in definitiva più preoccupante?

Ecco perché ho detto che questo relativismo e questo parallelo dovevano essere denunciati. Ben aldilà del CRIF e di tutto il mondo politico. Ahimè, le dichiarazioni di Jean-Luc Mélenchon sono rimaste senza una forte risposta del mondo politico, il che è inammissibile. Voler approfittare dell’attuale controversia di equiparare gli arresti antiburkini alla strage di San Bartolomeo e all’Olocausto, è cadere nell’indegno e nel disgusto.

La polemica intorno al burkini, alla fine non è pericolosa per la comunità ebraica per la confusione che ne deriva?

Naturalmente, anche questa polemica va a ricadere sulla comunità ebraica. Se si vuole mantenere la ragione, dobbiamo tornare ai fondamenti della laicità che sono innanzitutto la legge del 1905, completata nel 2004 e nel 2010 dalle leggi sul velo e sul burqa. Occorre ormai che il legislatore rifletta nel fare la differenza tra simboli religiosi e politico-religiosi. Oggi nel nostro paese l’Islam integralista e i salafiti cercano di destabilizzare la Repubblica al fine di demolire il modello di società in cui viviamo oggi.

Siamo in un periodo di allerta. Come lo affrontate al CRIF?

Nell’immediato, si tratta soprattutto di garantire la sicurezza della comunità ebraica e in particolare delle sue scuole e sinagoghe all’approssimarsi delle feste. Le misure di sicurezza sono in fase di evoluzione. Questo aspetto è in discussione con la Prefettura e i rappresentanti del Ministero dell’Interno. La sfida è importante, perché sappiamo che anche se il bersaglio è tutta la Francia, la comunità ebraica rimane comunque un obiettivo primario. E’ nostra responsabilità vigilare che la sicurezza della comunità sia assicurata.

Un’altra questione prioritaria è di giungere alla scomparsa del movimento BDS dal paesaggio francese. Oggi in Francia, questo movimento di boicottaggio, è uno dei vettori dell’antisemitismo attraverso l’odio per Israele. Non ci si può più accontentare di dichiarazioni, quanto forti che siano, per condannare questo movimento. Lo Stato ormai deve vietare tutte le manifestazioni che sostengano il boicottaggio di Israele.