26 Novembre 2015

Il viceministro degli Esteri israeliano ha recentemente incontrato i funzionari di Google e YouTube per elaborare assieme una strategia contro le incitazioni alla violenza

Hotovely

Fonte:

Mosaico-cem

Autore:

Roberto Zadik

Antisemitismo sul web? Nuovo piano fra Israele e due colossi della Rete

Spesso e volentieri su internet, dai social network alla rete, imperversano inquietanti messaggi antisemiti, video e siti xenofobi e a favore del terrorismo che incitano a odiare gli ebrei e ad attaccare Israele. Da violenza nasce violenza e i predicatori di odio in Medio Oriente e in Europa stanno sempre di più invitando all’aggressività e intolleranza  masse di giovani e adolescenti. Ebbene, il governo israeliano intende difendersi da questi tremendi messaggi per impedire che altro odio venga risvegliato nelle coscienze degli utenti del web. A questo proposito, il sito “Iton Gadol” rivela che recentemente il viceministro degli esteri del governo Nethanyahu, Tzipi Hotovely, ha incontrato, lunedì 23 novembre i funzionari di Google e YouTube per elaborare assieme una strategia contro le incitazioni alla violenza che spesso e volentieri hanno stimolato fanatismo e animosità antiebraico e antisraeliano. Un progetto ambizioso e importante che intende impedire la diffusione e la circolazione di materiale antisemita.

Con questo intento, Susan Wojcicki, direttrice generale di Youtube e Jennifer Downs, capo degli uffici di Politica Pubblica di Google nella Silicon Valley, hanno esposto al ministro israeliano una relazione dettagliata per il monitoraggio dei video e dei siti che incitano alla violenza.  Entrambe hanno confermato che “gli attentati che avvengono quotidianamente in Israele sono spesso il risultato dell’incitamento di tanti giovani e adolescenti. Essi vengono spesso influenzati dai messaggi negativi veicolati dal sistema educativo palestinese e dalle reti sociali su internet”. Secondo quanto ha riportato il sito, www.middleeastmonitor.com, il giovane ministro degli esteri, Hotovely, di origine georgiana, avrebbe rilasciato un’intervista al prestigioso quotidiano israeliano Maariv dove ha sottolineato di voler collaborare con Google e Youtube per prevenire la diffusione e la pubblicazione di “materiale incendiario creato nei territori palestinesi” attraverso un sistema di identificazione dei video che incitano alla violenza.

Da quando questo crescendo di violenze fra palestinesi e israeliani si è innescato dallo scorso mese di ottobre, molte persone hanno cominciato a  scambiarsi video che descrivevano l’aggressività israeliana contro i palestinesi per stimolare l’odio palestinese e la loro animosità verso gli israeliani. Dopo questa notizia, le reazioni nel mondo musulmano non sono mancate, infatti il quotidiano inglese di lingua araba “Al Araby Al Jadeed” ha espresso il suo sdegno sottolineando che questo incontro è una mossa censoria del materiale palestinese da parte delle autorità israeliane. Il sito del ministero degli affari esteri israeliano conferma, dunque la volontà della Hotovely e del governo israeliano di combattere l’istigazione all’odio.  “Gli accoltellamenti giornalieri in Israele” ha detto il ministro Hotovely, “sono il risultato dell’indottrinamento di tanti giovani ragazze e ragazzi sui social network. Per questo siamo tutti coinvolti nella lotta quotidiana contro questi comportamenti cooperando con queste compagnie che si occupano della rete”.