26 Ottobre 2016

Il Parlamento Europeo ha votato la revoca dell’immunità all’eurodeputato Borghezio per gli attacchi razzisti rivolti a Cécile Kyenge

MBorghezio

Fonte:

l'Unità

Autore:

Marco Mongiello

Borghezio perde l’immunità Ue

Strasburgo. Per i parlamentari europei i giudici italiani possono continuare a processare Mario Borghezio per gli insulti razzisti rivolti a Cécile Kyenge. Ieri l’aula di Strasburgo ha votato per la revoca dell’immunità all’eurodeputato leghista per gli attacchi razzisti rivolti alla collega Pd, allora ministro per l’Integrazione, nell’intervista radiofonica a Radio24 nell’aprile del 2013. «Un membro del Parlamento Europeo che manifesta disprezzo e odio in ragione del colore della mia pelle, non ha offeso solo me, ma i valori delle Istituzioni Europee e di tutti coloro che non riconoscono differenze e non discriminano tra le persone per motivi di razza, religione o sesso», ha commentato Kyenge, sottolineando che «ogni espressione razzista e di incitamento all’odio è per sua natura incompatibile e oltraggiosa dell’alto compito di rappresentanza democratica che siamo chiamati ad assolvere come parlamentari europei». Lo scorso aprile Borghezio è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Milano con l’accusa di aver propagandato «idee fondate sull’odio razziale ed etnico» in base alla legge 85 del 2006. Il processo però è stato sospeso in attesa del pronunciamento del Parlamento europeo che ieri ha dato il suo via libera. Si tratta di «un segnale importante-ha aggiunto Kyenge – che va ben oltre la mia persona: il razzismo non può essere mai strumento di lotta politica, chi vi fa ricorso disonora le istituzioni e non ha diritto ad alcuna immunità». Se Borghezio verrà condannato al risarcimento l’eurodeputata Pd ha promesso di devolvere i soldi a progetti per aiutare, accogliere e sostenere famiglie e bambini in difficoltà, «come lo sono oggi le mamme migranti di Goro e Gorino», i due paesi in provincia di Ferrara che si sono opposti all’accoglienza di 12 donne africane richiedenti asilo e i loro otto bambini. A giugno scorso lo stesso Borghezio era stato condannato a una multa da mille euro per le opinioni che aveva espresso sempre durante la trasmissione «La Zanzara», stavolta dell’8 aprile 2013, sui Rom. «Si è trattato di un voto politico», ha commentato lui ieri, «questo Parlamento consegna alla giustizia un deputato colpevole solo di aver fatto dichiarazioni non gradite alla maggior parte» dell’aula di Strasburgo. Ieri gli eurodeputati hanno tolto l’immunità anche a Jean-Marie Le Pen, presidente e fondatore del partiti neofascista francese Front National, che nel 2014 aveva diffuso un suo video in cui invocava l’uso dei forni crematori per chi aveva osato criticarlo.