10 Marzo 2015

Il capo della polizia Alessandro Pansa in visita alla Comunità Ebraica di Roma

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Fonte:

la Repubblica edizione di Roma

Autore:

Gabriele Isman

Pansa al ghetto: “Il quartiere ora è sicuro”

La visita del capo della polizia con D’Angelo

“Le misure antiterrorismo sono adeguate”

Assegnata la scorta alla filosofa Di Cesare

«Il quartiere ebraico è sicuro. La minaccia esiste ma le misure adottate saranno tali da renderci sereni. Il ghetto di Roma è una realtà serena, come tutto il Paese:» : parola del capo della polizia Alessandro Pansa che ieri mattina è stato in visita alla Comunità ebraica romana e, dopo un incontro a porte chiuse con il presidente Riccardo Pacifici, con il numero uno dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna, e con il rabbino capo Riccardo Di Segni, ha voluto passeggiare per le vie del ghetto, fermandosi a pranzo nel ristorante Bellacarne mentre, nel locale accanto, da Ba’Ghetto, mangiavano il ministro della Cultura Dario Franceschini con la moglie Michela De Biase, presidente della commissione Cultura del Campidoglio. Ad accompagnare Pansa c’era il questore Nicolò D’Angelo, ma che le minacce – anche personali, anche via web – ci siano lo testimonia la scelta di assegnare la scorta alla filosofa Donatella Di Cesare, membro del comitato scientifico del Museo della Shoah. .

«È stato innalzato il livello di attenzione per il ghetto. Il quartiere è sicuro— ha ribadito il numero uno di San Vitale — Roma rimane un obiettivo sensibile, ma al di la di questo non abbiamo ricevuto segnali specifici su nessun obiettivo in particolare.» E Pacifici: « Siamo tutti insieme, uniti, per non far vincere la paura. La risposta alle minacce è continuare la vita di tutti i giorni. Stare qui, passeggiare e passare le serate insieme credo sia la cosa migliore. Ringraziamo il prefetto Pansa e le forze dell’ordine. In questo quartiere si può e si deve passeggiare tranquillamente. I nostri musei e i nostri luoghi di cultura restano aperti e, anzi, ci impegneremo a promuovere iniziative per far incontrare le persone e per questo chiaramente chiederemo aiuto all’ amministrazione comunale.».

E se il ghetto è sicuro, lo sarà ancora di più con le nuove misure, su cui è arrivato ieri il sì del comitato per l’Ordine e la sicurezza che si è svolto in forma riservata presieduto dal Prefetto Pecoraro, con la presenza dello stesso questore. Come annunciato da Repubblica il 4 marzo, arriveranno quindi i dissuasori a scomparsa all’incrocio tra lungotevere de’ Cenci e via del Tempio, e su via del Portico d’Ottavia — nella parte davanti ai ristoranti — sarà vietate parcheggiare. Su un lato della stessa strada saranno allargati i marciapiedi: II piano è ottimo — dice Ilan Dabush, proprietario di Ba’-Ghetto—e saremmo ancora più felici se fosse permesso il solo transito e venisse allargato il marciapiede anche dal nostro lato della strada.. Sono tre i punti ancora in sospeso. n primo riguarda le modalità con cui i genitori degli alunni più piccoli delle scuole ebraiche potranno lasciare e riprendere i figli: una prima ipotesi prevedeva che fosse sul lato di via del Portico d’Ottavia dove non cambierà il marciapiede, l’ altra indica invece via del Tempio. Il secondo punto sono i parcheggi per i residenti, forse i meno contenti delle nuove misure: ne servirebbero una ventina, perché nell’ area tra la Casina dei Vallati e piazza Gerusalemme una parte degli posti auto sarà riservata a loro e l’altra alla sosta tariffata. II terzo punto è chi potrà far alzare e abbassare i dissuasori a scomparsa che dovranno essere installati dal Comune: alla fine, come accade per quelli davanti alle scuole ebraiche, potrebbero essere il servizio d’ordine della comunità e i carabinieri che presidiano il ghetto.