3 Marzo 2017

Gadi Luzzatto Voghera, direttore Fondazione CDEC, commenta l’affissione di alcuni manifesti antisemiti e razzisti da parte di un partito neonazista del Varesotto

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Fonte:

Moked.it

Autore:

Gadi Luzzatto Voghera

…antisemitismo

L’aumento del numero di episodi di antisemitismo negli Stati Uniti rischia di provocare un effetto emulazione di cui in Italia non si sente bisogno. Il tema è quello non proprio nuovo dell’uso pubblico del linguaggio antiebraico, delle sue simbologie tradizionali e delle sue ben note ed efficaci dinamiche comunicative. Un episodio molto recente ha suscitato un certo allarmismo. A Garbagnate, una località che fa parte della città metropolitana di Milano, sono stati affissi alcuni manifesti che riproducono gli stereotipi dell’usura, condannano la società multietnica, denunciano il declino della società italiana bianca e cristiana. Non si tratta di manifesti anonimi e non si tratta di una novità. In realtà la sigla che li firma – Nsab-Mlns – è regolarmente presente nel panorama politico dell’ultradestra neofascista lombarda da molti anni, pare abbia anche partecipato a competizioni elettorali e possiede un regolare sito web http://nazionalsocialismo.tumblr.com/ che nessuna autorità giudiziaria o di polizia si è mai sognata di oscurare o segnalare. Da anni l’Osservatorio Antisemitismo della Fondazione CDEC http://www.osservatorioantisemitismo.it/ tiene sotto controllo con un attento monitoraggio le uscite pubbliche di questo sedicente movimento neonazista, il cui linguaggio è piuttosto datato e dall’efficacia più che dubbia. Siamo quindi di fronte a un vecchio fenomeno sostanzialmente controllato, la cui persistenza e attuale riemersione non manca di suscitare giuste apprensioni. Perché viene riproposto oggi un linguaggio antico come l’antisemitismo politico? A chi è utile? Quali sono le fasce della popolazione che potrebbero trovarlo convincente? Sono domande a cui la società italiana deve sforzarsi di dare risposte con una certa sollecitudine, perché siamo alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali e lo scatenarsi delle passioni politiche produce spesso fenomeni che non sempre sono controllabili. Chi, fra le forze politiche, utilizza concetti come l’allarme immigrazione, il pericolo del meticciato, la purezza etnica e territoriale, la paura dell’ “altro”, l’omogeneità religiosa cristiana, deve rendersi conto che fra i suoi compagni di viaggio potrebbe ritrovarsi questi scomodi nazisti “de noantri”, che non smetteranno di utilizzare l’antisemitismo come linguaggio di propaganda, proprio perché funzionale a quel tipo di ragionamento. E’ successo a Donald Trump nelle recenti elezioni statunitensi, durante le quali la sua candidatura è stata appoggiata da movimenti di estrema destra xenofobi e dichiaratamente antisemiti (lui stesso è stato costretto a dichiarazioni pubbliche di allarme contro l’ondata di atti vandalici antiebraici). È accaduto con modalità non dissimili in altri contesti anche europei (la Francia di Marine Le Pen, ma anche in Ungheria, in Polonia). La vigilanza è quindi d’obbligo. E probabilmente non guasterebbe neppure l’intervento delle autorità competenti, che sono tenute a far rispettare la legge e a incriminare chi dissemina pubblicamente odio razziale, senza neppure nascondersi dietro l’anonimato.