14 Giugno 2016

Editoriale del direttore di “Pagine ebraiche” sulla distribuzione in edicola del Mein Kampf

Giornale_con_MeinKampf

Fonte:

Moked.it

Autore:

Guido Vitale

Il Mein Kampf in edicola

Chi ha capito. Chi ha taciuto.

E chi ha fatto finta di non capire

La sceneggiata della distribuzione in edicola del Mein Kampf di Adolf Hitler ha rappresentato una bella occasione per chiarirsi le idee. Gli amici veri da ringraziare sono tanti: quelli che hanno capito come questa squallida e arrischiata operazione non avesse nulla a che vedere con un impegno serio a diffondere la conoscenza della storia.

Lo ha detto chiaro il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, lo hanno ripreso le massime autorità italiane, a cominciare dal presidente del Consiglio e dalla presidente della Camera, lo ha capito bene tanta stampa onesta in Italia, in Israele e nel mondo intero.

In Germania quest’opera fondamentale per comprendere gli orrori del Novecento è arrivata nelle librerie specializzate in un’edizione poderosa, due volumi commentati dai massimi esperti del mondo accademico e corredati da molte migliaia di note e di apparati esplicativi. Quattro curatori e tutta l’autorevolezza dello staff dell’Istituto di Studi storici di Monaco e di Berlino, 2000 pagine, 60 euro il prezzo di copertina, ma là dove la tiratura risulta esaurita si sono registrate sul mercato quotazioni che sfiorano i 200 euro. Da noi, pur di far sensazione, si sono volute inondare le edicole per mettere nelle case di migliaia di italiani ignari, con un’offerta paghi uno e prendi tre, la ristampa della vecchia edizione italiana imposta nel 1934 da Mussolini anteponendovi la foglia di fico di qualche paginetta di attualizzazione. E il motivo, al di là delle miserie commerciali di un giornale in crisi, era ben chiaro: serviva l’utilizzo di quella versione non solo perché mancano gli investimenti, ma perché il traduttore utilizzato dall’editore di allora era un ebreo italiano e questo poteva aggiungere morbosità alla morbosità.

Da allora si è visto di tutto. Chi ha capito. Chi non ha capito. Chi ha fatto finta di non capire. Chi ha taciuto. E chi ha rosicato in silenzio.

E i grandi agitatori, sempre pronti a dividere, sempre pronti a scatenare la bagarre con qualunque pretesto, in questo caso si sono fatti assai timidi e riservati.