10 Giugno 2015

Denunciati cinque ragazzi per scritte antisemite a Grassina

grassina

Fonte:

Corriere Fiorentino

Autore:

Simone Innocenti

Grassina, le svastiche per l’amico

Denunciati 5 ragazzi per le scritte sulla casa del Popolo. «Pensavamo a lui, che è morto»

Grassina (Bagno a Ripoli)« In quel momento ripensavo al mio amico che era morto da poco. Ero molto triste. E allora pensai di disegnare una svastica perché anche lui lo faceva qualche volta». Sono le parole di uno cinque minorenni — tre ragazzi e due ragazze, tra i 15 e i 17 anni — che spiegano cosa sia successo sui muri della Casa del popolo di Grassina , il 22 febbraio scorso, quando comparvero tre svastiche e la scritta «Ebrei al rogo».

Quelle scritte — subito coperte — comparvero per ricordare un amico, deceduto per overdose pochi giorni prima e che in passato fece molto parlare di sé: fu arrestato dopo la fuga dal Tribunale dei Minori, durante un’udienza , e dopo aver preso un fucile a casa del nonno.

«La scritta non ha alcun significato politico», dice il giovane durante la confessione ai carabinieri di Grassina che hanno identificato non solo l’autore di quelle scritte ma anche quelli degli imbrattamenti della facciata del vicino circolo Acli e dei danni ad alcuni giochi per bambini nel cortile, facendo scattare cinque denunce nei loro confronti.

Il nome del loro amico scomparso era stato scritto nel marzo scorso sulla facciata del circolo Acli. I cinque, tutti residenti in provincia di Firenze, dovranno rispondere a vario titolo dei reati di imbrattamento , danneggiamento e propaganda di idee fondate sull’odio razziale .

A loro i carabinieri sono arrivati anche grazie alcuni testimoni e nonostante alcuni dei ragazzi sospettati abbiano cercato di depistare le indagini. Durante gli interrogatori è in fatti emerso che uno degli autori delle scritte avesse volutamente diffuso il nome di un ragazzo, del tutto inesistente, per incolparlo del gesto.

Tuttavia davanti ai carabinieri sia ai loro genitori, i ragazzi si sono dimostrati pentiti per il loro gesto: si sono scusati con i gestori dei due esercizi commerciali danneggiati e si sono detti ponti a risarcire, anche economicamente, il danno arrecato.