28 Settembre 2017

Critiche al leader laburista Corbyn per non aver condannato l’antisemitismo durante il suo discorso alla conferenza annuale del partito

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Fonte:

The Times

Autore:

Patrick Maguire

Esplode la rabbia per il silenzio del leader laburista sull’antisemitismo

La scorsa notte Jeremy Corbyn è stato fermamente criticato dai leader della comunità ebraica, dopo aver omesso di condannare l’antisemitismo nel suo discorso di conferenza, nonostante le affermazioni della sua leadership di mostrare tolleranza zero per qualsiasi abuso. In dichiarazioni che hanno rischiato di esacerbare la disputa che ha offuscato la conferenza del Labour, Corbyn ha affermato “non potrà mai esserci alcuna scusa per l’abuso di qualcuno da parte di nessuno”, ma non ha esplicitamente condannato l’ antisemitismo o altri abusi dei suoi sostenitori dalla sinistra. Il Board of Deputies of British Jews ha chiamato l’omissione “una mancata opportunità” e the Campaign Against Antisemitism ha affermato che Mr Corbyn ha ignorato “l’elefante al piano della conferenza” e ha ottenuto l’effetto d’incoraggiare i molestatori. Il Labour alla sua conferenza a Brighton ha concordato le nuove regole per combattere l’abuso, tra cui l’antisemitismo, il razzismo e l’islamofobia.  Mr Corbyn ha utilizzato il suo discorso per criticare le offese rivolte a Diane Abbott, la responsabile degli affari interni dell’opposizione, e accusare i media di favorire attacchi “sgradevoli e personali” ai politici del Labour. “Ci saranno momenti in cui non saremo d’accordo, ma non ci può mai essere alcuna scusa su qualsiasi abuso nei confronti di qualcuno da chiunque”, ha detto ieri ai deputati. “Non lo faremo, non lo tollereremo, non lo accetteremo e non lo permetteremo. “Appianiamo le nostre divergenze con votazioni democratiche e uniamoci intorno a queste decisioni”. L’astenersi dal condannare l’antisemitismo ha intensificato in modo specifico il dibattito sulla questione, che l’onorevole Corbyn aveva alimentato la notte prima, snobbando un ricevimento del Labour Friends of Israel. I suoi membri avevano  schernito Emily Thornberry, responsabile  agli affari esteri dell’opposizione, inviata al posto di Corbyn. “Questa sera Jeremy non partecipa a nessuno di questi ricevimenti perché domani ha un grande discorso”, ha detto Ms Thornberry, aggiungendo che c’era stata una “bel pò di lotta” con l’agenda di Corbyn per ridurre al minimo i suoi impegni prima dell’intervento. I sostenitori del gruppo hanno gridato “Dov’è?” E “Perché non è qui?” quando la sua presidente,  la deputata Joan Ryan, ha annunciato che lui aveva inviato una dichiarazione da leggere in sua assenza. Più tardi è emerso che Mr Corbyn quella sera aveva partecipato a una festa a pochi passi, organizzata dal Daily Mirror. La controversia ha fatto eco a una lite alla conferenza del 2015, quando Mr Corbyn era stato schernito durante un meeting dei Labour Friends of Israel per non aver menzionato la parola “Israele” nel suo discorso. Gli alleati a sinistra, tra cui Len McCluskey, segretario generale del sindacato Union, avevano accusato i critici di Mr Corbyn all’interno del Labour di sfruttare la questione per screditarlo. McCluskey e Tosh McDonald, presidente del sindacato ferroviario Aslef, avevano appoggiato il Jewish Voice for Labour, un nuovo gruppo anti-sionista di sinistra istituito dai sostenitori di Mr Corbyn in opposizione al Jewish Labour Movement e ai Labour Friends of Israel. I deputati della sinistra dura richiesero l’espulsione dei gruppi esistenti durante un meeting tormentato a margine della conferenza, e la promessa di Mr. McCluskey che Unite avrebbe “coinvolto e sostenuto” Jewish Voice for Labour dando loro uno slancio. “I membri ebrei di sinistra del partito per lungo tempo hanno avuto bisogno di una voce”, aveva affermato McCluskey sul sito Skwawkbox. “Jewish Voice for Labour intende dire che i membri ebrei a sinistra del partito hanno ora un’organizzazione che rappresenta le loro visioni – e che trasforma la discussione in una di sinistra contro destra , come dovrebbe essere”.