9 Giugno 2017

Commento di Gadi Luzzatto Voghera, direttore Fondazione CDEC, alla risoluzione UE sull’adozione della definizione operativa di antisemitismo a cura dell’IHRA

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Fonte:

Moked.it

Autore:

Gadi Luzzatto Voghera

…Antisemitismo

L’adozione da parte del Parlamento Europeo della definizione di Antisemitismo nella versione di lavoro proposta dall’IHRA apre scenari interessanti. Dalle stanze di Bruxelles non si invita in effetti a procedere verso interventi di natura legislativa, che sarebbe difficili da proporre (come si fa a vietare per legge un pregiudizio? Come pensare di poter trovare strumenti giuridici per punire una pratica condivisa, stando ai dati più recenti, dal 15% della popolazione italiana?). Si spinge invece perché i diversi Parlamenti nazionali perché adottino tutte le misure necessarie per difendere i loro concittadini ebrei e le istituzioni ebraiche, istituiscano degli uffici statali di coordinamento alla lotta contro l’antisemitismo, istruiscano il mondo della comunicazione spingendolo a correggere eventuali linguaggi non accettabili. Fondandosi sulla particolare sensibilità a proposito dell’antisemitismo, la lista di raccomandazioni si allarga poi alla lotta a tutte le forme di discriminazione razzista e di xenofobia, e pone particolarmente l’accento sulla presenza di elementi visibili di hate speech (parole d’odio) nei social media. Abbiamo quindi di fronte a noi un enorme lavoro culturale, che non prevede banalizzazioni né il cedimento all’utilizzo sulla rete e sui social di hate speeches complementari e contrari a quelli che si vogliono combattere. Si tratta innanzitutto di un segno di civiltà, quella stessa che con le ricerche, con lo studio e con la pratica di vita l’ebraismo mira a preservare e continuare nel tempo, affermandola come valore assoluto che usa linguaggi ben diversi da quelli che l’odio antisemita propone nella sua propaganda.