2 Maggio 2017

Commento della Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni all’ennesima risoluzione Unesco che delegittima lo Stato di Israele

unesco

Fonte:

Moked.it

Unesco, nuovo voto su Gerusalemme

“Italia salvaguarda dignità europea”

La Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni afferma:

«In queste ore in cui festeggiamo Yom Haazmaut, giorno dell’Indipendenza israeliana, l’Unesco ha definito una nuova risoluzione, aberrante e lontana da ogni connessione con il suo mandato istituzionale, partecipando con la sua presunta autorevolezza internazionale ad una ricostruzione fittizia della storia e alla negazione del fondante legame plurimillenario tra Gerusalemme e il popolo di Israele.

Quanto le risoluzioni precedenti anche questa è diretta a delegittimare lo Stato d’Israele e ad accogliere istanze di chi ancora rifiuta di riconoscere la stessa esistenza dello Stato ebraico e rifiuta di porsi nel quadro di un dialogo diplomatico, diretto, rispettoso e maturo, ricorrendo ad ogni forma di strumentalizzazione.

Dinanzi a questo nuovo affronto, come ebrei italiani, nel giorno solenne in cui celebriamo il sessantanovesimo anniversario di Israele, accogliamo con immensa soddisfazione e apprezzamento la scelta determinata dell’Italia di opporsi alla risoluzione dell’Unesco. A differenza di molti altri Stati europei, il nostro Paese ha infatti scelto di prendere una posizione chiara che guarda all’orizzonte futuro dell’Europa stessa, dimostrando senso di responsabilità e coerenza rispetto alle promesse fatte dopo l’astensione dell’ottobre scorso. Al Primo ministro Paolo Gentiloni e al ministro degli Esteri Angelino Alfano esprimiamo quindi la nostra commossa gratitudine per aver fatto sentire oggi la propria voce a difesa dei valori assoluti che l’Europa intera è chiamata a riconoscere, e per aver ristabilito l’inscindibile nesso tra verità storica e futuro fisicamente e moralmente sostenibile».

 La risoluzione è passata con 22 voti a favore, 10 contrari, 23 astensioni.

Hanno votato a favore Sud Africa, Algeria, Bangladesh, Brasile, Cina, Egitto, Russia, Iran, Libano, Malesia, Marocco, Mauritius, Nicaragua, Nigeria, Oman, Pakistan, Qatar, Senegal, Sudan, Svezia, Ciad e Vietnam. Si sono espressi contro Germania, Stati Uniti, Grecia, Italia, Lituania, Paraguay, Olanda, Regno Unito, Togo e Ucraina. Si sono astenuti Albania, Argentina, Camerun, Costa d’Avorio, El Salvador, Spagna, Estonia, Francia, Ghana, Guinea, Haiti, India, Giappone, Kenya, Messico, Mozambico, Uganda, Corea del Sud, Repubblica Dominicana, St. Kitts and Nevis, Slovenia, Sri Lanka e Trinidad e Tobago.