15 Febbraio 2015

Antologia di commenti (dall’ 11 al 15 febbraio 2015) dedicati al disegno di legge sul negazionismo recentemente approvato dal Senato

senato

Fonte:

Il Corriere della Sera – Il Garantista – Il Giornale - Huffingtonpost Italia – il Manifesto - il Messaggero - Moked.it - Il Sole24Ore

Perché è giusto introdurre il reato di negazionismo

È in discussione al Senato il provvedimento che, modificando la legge del 1975 contro i crimini di genocidio, introduce il reato di negazioni-smo della Shoah. L’Italia sarà così in linea con la direttiva dell’unione europea che risale al 2008.

Numerose sono state le modifiche apportate al provvedimento nel corso di un dibattito che si è sviluppato in questi ultimi anni, mentre il fenomeno è andato assumendo proporzioni sempre più inquietanti. Finora ha prevalso in Italia un indubbio ottimismo. I singoli episodi sono stati letti come spiacevoli incidenti, dovuti a ignoranza e disinformazione. E d’altronde non c’è dubbio che educazione e cultura siano le risposte più consone. Come non concordare?

Ma chi nega, non ignora. Che dire se, come è già avvenuto, a negare sono insegnanti di liceo o docenti universitari? Con quail mezzi reagire? Soprattutto non si capisce perché dovrebbe esserci un’alternativa tra risposta culturale e intervento politico; sarebbe anzi auspicabile una sinergia. Come tutelare altrimenti il diritto dei più giovani nelle scuole, nelle università, ma anche nella rete?

In tal senso si deve sperare che venga preso in considerazione anche il cybercrime. Perché proprio nei social network, dove reale e virtuale, prova e rumore, ragionevole e assurdo vengono equiparati, I negazionisti trovano spazio per rendere attuali e concreti i loro fantasmi. Gli insulti antisemiti si mescolano con la negazione fino allo scherno e all’oltraggio delle vittime.

È comprensibile la preoccupazione degli storici per la libertà di ricerca, la cui necessità va anzi ribadita, proprio al fine di conoscere meglio lo sterminio. Ma come alcuni storici hanno convenuto, il negazionismo non è un’opinione come un’altra. Piuttosto è una dichiarazione politica.

Non deve sfuggire il nesso di complicità che lega la negazione di oggi all’annientamento di ieri. Coloro che negano le camere a gas vogliono annientare il fondamento stesso da cui è sorta la democrazia in Europa. Solo se si tutela il dialogo che fonda la democrazia, si consente una polifonia di interpretazioni. Questo è il compito della legge.

Donatella Di Cesare