5 Maggio 2017

Ad Arezzo una piazza ‘Viva Maria’ dedicata ai sanfedisti

sanfedisti

Fonte:

La Repubblica edizione di Firenze

Autore:

Massimo Vanni

Una piazza per “Viva Maria”

la storia divide ancora Arezzo

La comunità ebraica chiede di non intitolarla all’insurrezione contro Napoleone funestata da episodi di antisemitismo. Ma la maggioranza di centrodestra dirà sì

FU inaugurata da Luigi Lucherini, primo sindaco del centrodestra di Arezzo. Fu tolta da Giuseppe Fanfani, il nipotissimo che riconquistò la città per il centrosinistra. E come la chimera risorge adesso con il sindaco di Forza Italia Alessandro Ghinelli. È la guerra della targa. Del ricordo di ‘Viva Maria’, l’insurrezione antifrancese e restauratrice del 1799 ricordata dalla Comunità ebraica come una ferita della storia, funestata da pogrom e antisemitismo. La guerra riaccesa dal consigliere leghista Egiziano Andreani. Il suo ordine del giorno per intitolare a ‘Viva Maria’ una piazza all’interno della Fortezza verrà votato lunedì dalla maggioranza di Arezzo. Contro la volontà della Comunità ebraica di Firenze, che si occupa anche di Arezzo, e contro le minoranze. A cominciare da Francesco Romizi di ‘Arezzo in Comune’. È una guerra destra/sinistra che quasi appare fuori tempo in quest’Italia tripolare. Ma è uno scontro negazionismo/verità storica che racconta comunque un passato capace ancora di scuotere i vivi: «Si apre una ferita democratica che era stata chiusa. Non solo verso gli ebrei», dice il presidente della Comunità ebraica di Firenze Dario Bedarida. «L’insurrezione che prese il nome di ‘Viva Maria’ è per noi una pagina tragica», aggiunge Bedarida. «L’insorgenza sanfedista rappresenta la reazione ai valori della Rivoluzione Francese, alla dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino», si oppone il consigliere Romizi. Senza molte speranze però, visto che il centrodestra aretino ha tutti i numeri necessari per attaccare la targa ‘Piazza Viva Maria’. Anche se non nella piazzetta davanti alla Casa del Petrarca, dove Lucherini affisse la prima e da buon cattolico Fanfani la sostituì con ‘Piazza Madonna del Conforto’. «Smettiamola con questa storia, qui l’antisemitismo non c’entra: vogliamo solo celebrare l’insurrezione contro lo straniero della nostra città. Con le violenze contro gli ebrei gli aretini non c’entrano», si difende il leghista Andreani, citando fondi e documenti. Il bello è che Bedarida due giorni fa si è pure recato ad Arezzo. Ma è solo servito ad aggiungere altre complicazioni: «Quale guerra? Non ero presente ma mi è stato riferito che c’è stata un mezza intesa», dice il sindaco Ghinelli. «Nessun accordo», ribatte però Bedarida. Che raccogliendo l’idea della rivolta liberatoria aveva proposto di sostituire ‘Viva Maria’ con «Insurrezione 6 giugno 1799». Proposta ricacciata però: «Nessuno capirebbe senza il richiamo a ‘Viva Maria’ . Che non ha trucidato niente perché è stata solo una sommossa anti-francese», insiste il consigliere leghista. E a questo punto, salvo interventi in extremis di Ghinelli, la targa ‘Viva Maria’ tornerà ad affacciarsi dai palazzi di Arezzo. E Romizi annota: «Violenze si registrarono ovunque gli eserciti del’ Viva Maria’ incrociarono comunità ebraiche. E stare a disquisire se siano stati gli aretini o i senesi appare davvero ininfluente dinanzi al giudizio della storia».