14 Novembre 2014

Abu Bakr al Bagdadi, leader dello Stato islamico:«Grazie ad Allah ebrei e crociati saranno sconfitti. »

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Fonte:

Corriere della Sera

Autore:

Lorenzo Cremonesi

Il Califfo ricompare in audio: «Conquisteremo Roma»

Il leader dell’Isis, al Bagdadi, minaccia di estendere la guerra santa a tutta l’Africa settentrionale

Abu Bakr al Bagdadi, leader dello Stato islamico e voce più oltranzista del nuovo estremismo sunnita, toma a farsi sentire. «Grazie ad Allah ebrei e crociati saranno sconfitti. I musulmani vinceranno. I nostri nemici sono pietrificati dalla paura. Ci stiamo espandendo. E la marcia trionfante dei mujaheddin arriverà sino a Roma». Dice proprio così nel documento di tre pagine e mezzo diffuso anche via audio ieri sui social media vicini allo Stato islamico: «Procederemo combattendo la guerra santa sino a Roma». Naturalmente, sempre «Allah permettendo». Sembrano farneticazioni lontane. Non lo sono. E vanno prese sul serio. Senza panico. Ma consapevoli che nelle regioni dell’autoproclamato Califfato sono in tanti i fanatici armati pronti a morire per la loro causa contro gli «infedeli». Non sono fantasie del passato. E’ la realtà violenta e intollerante cresciuta negli ultimi anni a cavallo tra Iraq e Siria, adesso in procinto di allargarsi alle aree fragili del Medio Oriente, dove lo Stato centrale è più debole. Parola di al Bagdadi.

Di lui sapevamo poco o nulla sino all’espansione repentina dello Stato islamico dalla Siria alla regione irachena di Mosul a metà giugno. Ai primi di luglio compare con il turbante nero e la barba lunga nella moschea centrale di Mosul presentandosi come il nuovo Califfo. In breve diventa una delle figure più note del globo; l’ispiratore inquietante delle decapitazioni degli ostaggi; il leader che ordina la morte immediata dei prigionieri di guerra e la messa in schiavitù delle loro donne; lo sterminatore degli yazidi, dei curdi; il terrore delle comunità cristiane. Sino a venerdì scorso, quando notizie incontrollate lo danno per ferito o morto in un raid aereo Usa. Il nuovo audio sembra però dimostrare che lui è ancora vivo e in grado di comunicare. Gli esperti sostengono che la voce parrebbe sua. Bagdadi inoltre fa riferimento alla scelta del presidente Obama di inviare ulteriori 1.5oo militari americani in Iraq, un annuncio arrivato alla fine della settimana scorsa, poco dopo il supposto bombardamento che lo avrebbe visto coinvolto. La parte più preoccupante del documento riguarda tuttavia l’espansione di Isis nella regione. Dopo aver ridicolizzato i raid della coalizione a guida Usa, vi si menzionano Arabia Saudita, Yemen, Egitto, Libia ed Algeria. Bagdadi esalta le azioni dei jihadisti in Sinai, la resistenza sunnita contro le tribù sciite degli Houthi a Sanaa. E le sue parole paiono confermare la recente comparsa dello Stato islamico in Libia.

A Derna, nel cuore della Cirenaica, ha già installato il quartier generale. Le decapitazioni di tre oppositori quattro giorni fa e quella di un milizia-no del generale «laico» Khalifa Haftar, diffusa ieri, ne rappresentano il tragico inveramento proprio di fronte alle coste italiane.