5 Febbraio 2007

Report dell’Unione dei Consigli per gli ebrei nell’ex Unione Sovietica sull’antisemitismo in Ucraina e Russia nel 2005 – 2006

Data:

05/02/2007

Fonte:

www.fsumonitor.com

Introduzione


L’antisemitismo ha continuato ad essere un serio problema in Russia ed Ucraina nel 2005 – 2006. Entrambi i paesi devono ancora superare l’eredità storica zarista e sovietica di molestie, violenza e discriminazione contro gli ebrei. Entrambi si confrontano con problemi simili di sistemi di giustizia penale corrotti e mal funzionanti, non strutturati per gestire questioni legali relativamente complicate come i crimini e i discorsi d’odio. Gli atteggiamenti antisemiti sono ampiamente diffusi tra la popolazione, e diversi politici, in entrambi i paesi, sono stati eletti e rieletti benché esprimessero apertamente opinioni antisemite.


Comunque, le condizioni dei due paesi sono diverse per quanto riguarda cinque aspetti:


Il movimento neo-nazista si è rapidamente diffuso in entrambi i paesi, anche se in misura di gran lunga maggiore in Russia, dove ha messo radici molto prima che in Ucraina.


La frequenza degli attacchi violenti contro gli ebrei è più alta in Ucraina che in Russia, dove i bersagli principali delle bande neonaziste sono immigrati dalla pelle scura. Questi immigrati sono molto più numerosi della popolazione ebraica russa, mentre in Ucraina gli immigrati non russi sono presenti in quantità di gran lunga inferiori. Il fattore addizionale dell’islamofobia alimentata dalle guerre in Cecenia inasprisce ulteriormente l’atteggiamento dei nazionalisti russi contro gli immigrati dalla pelle scura, facendo scendere ancor di più gli ebrei nella lista dei “nemici” rispetto al passato.


I media ucraini spesso ignorano le aggressioni antisemite, a differenza dei media russi, che riferiscono meglio e con maggior frequenza gli episodi di violenza antisemita e razzista. La maggior parte delle aggressioni di cui l’Unione viene a conoscenza non sono mai riportati dalla stampa principale ucraina.


In entrambi i paesi c’è un’infelice tendenza da parte di alcune autorità locali e forze di sicurezza a coprire i reati d’odio mettendoli nel calderone del “vandalismo”. Alcune autorità locali hanno negato l’esistenza di bande neonaziste nella loro regione, nonostante vi sia chiara evidenza del contrario. Tuttavia, in anni recenti, questo tipo di ipocrita retorica ufficiale è diventata meno comune in Russia poichè i gruppi nazionalisti estremisti e la spirale della violenza interetnica vanno crescendo in modo incontrollato. In Ucraina, il movimento neonazista è ad uno stadio di sviluppo precedente a quello russo, e la maggioranza dei media è indifferente al problema, il che fornisce ad alcuni funzionari ed agenzie locali la copertura politica per negare che gruppi estremisti nazionali e violenza antisemita siano problemi seri. Le leggi russe contro i reati d’odio, che erano di fatto agonizzanti negli anni ’90, vengono applicate più spesso negli anni recenti, mentre in Ucraina l’Unione è a conoscenza di un solo procedimento legale concluso con la punizione di un reato d’odio in questo decennio.


In Russia, una coalizione di organizzazioni non governative per i diritti umani (formata dall’Unione dei Consigli per gli ebrei nell’ex Unione Sovieticam dal Gruppo Helsinki di Mosca, dal Sova Center e da altri) ha svolto un’opera efficace nel dare voce alla preoccupazione, nel suscitare l’attenzione dei media e nel mettere pressione sui funzionari russi per quanto concerne i reati d’odio. In Ucraina non esiste l’equivalente di una simile coalizione. D’altra parte, la stretta del Cremlino contro le ONG – la prima linea di difesa della società contro l’antisemitismo e altre violazioni dei diritti umani – può rendere la situazione ancor peggiore in Russia nel breve termine, mentre il clima di maggior libertà politica in Ucraina in seguito alla Rivoluzione Arancione potrebbe in breve tempo avere l’effetto opposto.


Il report analizza solo gli episodi di antisemitismo di maggior gravità riportati nel 2005-2006 in Ucraina e in Russia – quelli che comportano violenza o minacce dirette di violenza contro gli ebrei e gli episodi di attività ufficiali o di mancata risposta delle autorità che hanno un impatto negativo sulla comunità ebraica. I numerosi episodi di vandalismo o altri danni alla proprietà contro le comunità ebraiche verificatisi nel periodo esaminato da questo rapporto sono stati per la maggior parte omessi.


(Traduzione non ufficiale. Per leggere il report per intero in inglese, clicca sul link sottostante)