28 Gennaio 2015

Nuovo report del Service de Protection de la Communauté Juive – SPCJ sull’antisemitismo in Francia nel 2014

Data:

28/01/2015

Fonte:

Service de Protection de la Communauté Juive - SPCJ - www.antisemitisme.fr

IL SPCJ

Il SPCJ, Servizio di Protezione della Comunità Ebraica, è stato creato nel 1980, all’indomani dell’attentato della rue Copernic a Parigi.

Il SPCJ è la concretizzazione di una volontà comune del CRIF – Consiglio Rappresentativo delle Istituzioni ebraiche di Francia, del FSJU – Fondo Sociale Ebraico Unificato –  e dei Consigli, di proteggere la Comunità ebraica nel suo insieme. I membri dell’Ufficio Esecutivo del SPCJ sono designati da queste istituzioni fondatrici. Il Presidente del SPCJ è il Signor Eric de Rothschild.

L’esistenza del SPCJ dagli anni 80 è giustificata dalla minaccia terrorista e antisemita che perdura sul territorio da 34 anni e – di fatto – dalla necessità di lavorare per lo sviluppo della Comunità ebraica in Francia, garantendo l’integrità e la libertà d’espressione dell’identità ebraica in tutte le sue forme.

Il SPCJ è un’organizzazione apolitica, non-profit. Il suo unico scopo è la protezione della vita ebraica in tutte le sue pluralità.

LA METODOLOGIA

Chi contribuisce al censimento?

Davanti alla recrudescenza degli atti antisemiti nel settembre 2000, i dirigenti delle istituzioni centrali della comunità ebraica affidarono al SPCJ la responsabilità di garantire il censimento unico e ufficiale degli atti antisemiti commessi sul territorio francese.

In questo vasto e rigoroso compito, il SPCJ lavora in stretta cooperazione con il dipartimento “Delegazione Vittime” del Ministero degli Interni. Scambi precisi e regolari permettono di assicurare un monitoraggio dettagliato e affidabile.

Quali atti antisemiti sono identificati?

Il censimento cataloga atti antisemiti che sono stati oggetto di una denuncia o di un registro dei servizi di Polizia inviato al SPCJ.  Si arricchisce ed è intersecato dalle relazioni dei vari servizi di Polizia sul territorio francese e centralizzati al Ministero degli Interni.

Questo rigore metodologico non permette d’integrare un certo numero di atti portati a conoscenza dell’SPCJ ma che non sono stati oggetto di denuncia e che pertanto non possono apparire nelle statistiche ufficiali. Inoltre, i contenuti antisemiti diffusi su internet non sono catalogati in maniera sistematica.

Per queste ragioni, i dati statistici esposti in questo rapporto costituiscono una prospettiva affidabile delle principali tendenze ma non possono essere che al di sotto della realtà della violenza antisemita in Francia nel 2014.

OSSERVAZIONI E ANALISI

  • L’anno 2014 è un anno in cui il fattore antisemita è preponderante quasi senza discontinuità.
  • Nel 2014, il numero degli atti antisemiti registrati sul territorio francese è raddoppiato. E’ 851 contro 423 nel 2013. Ciò rappresenta un aumento del 101%.
  • Nel 2014 le azioni violente sono aumentate del 130% rispetto al 2013. Il numero di azioni violente nel 2014 è di 241 contro 105 nel 2013.
  • L’antisemitismo è diventato sempre più violento e iper-violento. Oggi parlare della minaccia antisemita in Francia è parlare di pregiudizi tenaci, di stereotipi settari, di odio profondo ma anche e soprattutto di terrorismo jihadista antisemita. Si uccidono uomini, bambini piccoli per la sola ragione che sono Ebrei.
  • Il 51% degli atti razzisti commessi in Francia nel 2014 sono diretti contro gli Ebrei. Gli Ebrei rappresentano un po’ meno dell’1% della popolazione francese. Meno dell’1% dei cittadini del paese è il bersaglio della metà degli atti razzisti commessi in Francia.
  • L’aumento del 30% degli atti razzisti commessi in Francia nel 2014 in confronto al 2013 è costituito esclusivamente dall’aumento degli atti antisemiti. Infatti, gli atti razzisti, tranne gli atti antisemiti, registrati nel 2014 sono giù del 5% in confronto al 2013. Ciò mostra una volta di più come l’antisemitismo, per essere efficacemente combattuto, ha bisogno di programmi, di misure, di strumenti adatti alla sua dinamica. Dal momento che i programmi di lotta anti-razzismo non arginano la progressione degli atti antisemiti, tutt’altro.
  • Le città più toccate dagli atti antisemiti nel 2014 sono Parigi, Marsiglia, Lione, Tolosa, Sarcelles, Strasburgo, Nizza, Villeurbane e Créteil.

Diversi eventi antisemiti violenti hanno segnato l’anno 2014:

  • Gennaio

L’affare “Dieudonné” e la manifestazione “Giorno dell’ira” dove sono scandite le grida “morte agli Ebrei” e “la Francia non è tua”.

  • Maggio

Arresto a Marsiglia di Mehdi Nemmouche, cittadino francese e presunto terrorista nell’attacco antisemita omicida al Museo Ebraico del Belgio a Bruxelles. Diversi giornalisti ostaggi di cui è stato il carceriere in Siria dicono di lui che nutriva un’ossessione antisemita ultra-violenta.

  • Luglio e Agosto

Tumulti e disordini antisemiti in occasione di manifestazioni anti-israeliane in Francia. Diversi manifestanti sono usciti dai cortei. Vengono perpetrate numerose aggressioni contro persone e attacchi contro luoghi di culto e negozi kosher.

 

  • Dicembre

Rapimento e stupro a Créteil. Una famiglia viene scelta per essere sequestrata e derubata per il motivo che “gli Ebrei hanno denaro”. L’accanimento nella violenza, fino allo stupro, trova la sua motivazione nell’odio all’Ebreo. Questa esplosione di violenza nell’odio antisemita ricorda il rapimento, la tortura e l’omicidio d’Ilan Halimi.

  • Da molti anni, gli atti violenti o iper-violenti danno luogo a una notevole recrudescenza di atti antisemiti nei giorni o settimane che seguono. Questo fu il caso: a seguito dell’attacco omicida antisemita a Tolosa nel marzo 2012; dopo l’arresto della cellula terrorista presunta responsabile dell’attentato contro il negozio di alimentari kosher a Sarcelles nel settembre 2012; dopo l’affare “Dieudonné” nel gennaio 2014; dopo l’attacco omicida antisemita al Museo ebraico del Belgio a Bruxelles; dopo i tumulti anti-israeliani nell’estate 2014 e dopo il sequestro e lo stupro per motivi antisemiti a Créteil nel dicembre 2014. Lungi dal suscitare una presa di coscienza che potrebbe in effetti paralizzare questa violenza antisemita, al contrario, gli antisemiti si esaltano.

Estratto del contributo dell’SPCJ al rapporto annuale della CNCDH* relativo alla lotta contro il razzismo, l’antisemitismo e la xenofobia – Anno 2014. Testo presentato nel Novembre 2014.

*CNCDH: Commissione nazionale consultativa dei diritti dell’uomo.

  1. Singolarità dell’antisemitismo in rapporto al razzismo

La dinamica del fenomeno antisemita da 14 anni  è significativamente diversa da quella del razzismo in generale. La proporzione degli atti antisemiti tra gli atti razzisti obbliga l’osservatore a una lettura attenta. Infatti, in alcuni anni, osserviamo che mentre gli atti razzisti sono in calo, gli atti antisemiti, aumentano. Peggio, un certo aumento in atti di razzismo, giustamente denunciati, era quasi esclusivamente dovuto a un aumento di atti antisemiti.

L’obiettivo di questa lettura vigile non è quello di definire quale “minoranza” sarebbe peggiore, ma di capire ciò che definisce i pregiudizi, libera la parola e soprattutto gli atti violenti, rispetto a questa forma di razzismo.

  1. Antisemitismo alla francese: violenza e iper violenza

Se la rinascita di ciò che viene comunemente chiamato “il nuovo antisemitismo” in Europa è generalizzata in quasi tutti i paesi del vecchio continente, la dimensione violenta di questo antisemitismo resta una particolarità francese.

Mentre gli ebrei d’Europa sono essenzialmente di fronte a un fenomeno di aumento delle minacce, insulti e atti d’intimidazione, gli ebrei di Francia sono essenzialmente vittime di violenze fisiche e di iper-violenza come gli omicidi e gli attacchi terroristi antisemiti (omicidio d’Ilan Halimi, attacco alla scuola ebraica di Tolosa).

I recenti attacchi da parte di jihadisti francesi in Francia e in Belgio contro obiettivi ebraici (Mehdi Nemmouche, autore dell’attacco del museo ebraico del Belgio a Bruxelles, è un cittadino francese) indicano un antisemitismo sfrenato e violento per la maggior parte di essi.- Uno dei giornalisti prigionieri di Nemmouche ha raccontato, dopo la sua liberazione, di quanto egli fosse “ossessionato” con gli ebrei e della violenza del suo discorso, alla fine premonitore, contro di loro.

Considerando questi profili meno professionali ma molto più numerosi e difficili da identificare per i servizi d’intelligence francesi, si teme che la comunità ebraica sia di nuovo il bersaglio di attacchi futuri, sia da parte di jihadisti di ritorno in Francia, piuttosto che da aspiranti tali, che non sono potuti partire ma che dimostrano interesse.

Nemmouche come Merah avevano promesso ai loro compagni in Afghanistan e in Siria che avrebbero fatto parlare di loro  in un’azione in Europa. Non hanno mentito.

  1. Gli ebrei di Francia affrontano da 14 anni delle violenze antisemite

Al di là di reportage e articoli recentemente pubblicati dai media francesi e stranieri sull’inquietudine degli ebrei di Francia e la loro disperazione nel vedere cambiare la situazione, l’autore di queste righe invita i membri della commissione a venire a fare una visita sul campo a degli ebrei francesi preoccupati per la situazione ma soprattutto angosciati nel sentirsi soli in questa lotta. Se la maggior parte di loro ritiene rassicurante vedere le autorità e i diversi governi impegnati nella lotta contro l’antisemitismo, affermano anche la loro incomprensione nel non trovare l’insieme della società mobilitata in occasione di grandi drammi come l’omicidio d’Ilan Halimi e l’attacco contro la scuola ebraica di Tolosa.

I più anziani si ricordano dello slancio popolare che aveva fatto scendere il popolo di Francia nelle strade, con in testa ed in modo nuovo il Presidente della Repubblica Francois Mitterand, dopo la profanazione del cimitero di Carpentras. Centinaia di migliaia di persone erano venute a gridare la loro rabbia e la loro costernazione.

Nel 2006 dopo l’omicidio antisemita d’Ilan Halimi, e nel 2012 dopo l’attacco contro la scuola ebraica di Tolosa, i cortei erano quasi o esclusivamente composti da membri della comunità ebraica.

Pur sapendo che la maggioranza dei francesi non è antisemita, che i governi francesi successivi sono impegnati nella lotta contro l’antisemitismo, e che gli autori di atti antisemiti sono una piccola minoranza della popolazione, resta vero che gli ebrei di Francia hanno visto il loro quotidiano cambiare profondamente in questi ultimi 14 anni e che molti di loro disperano di vedere la situazione migliorare, per la mancanza di una mobilitazione all’altezza del fenomeno che vivono. All’altezza di ciò che rappresenta la violenza antisemita all’interno della violenza razzista.