12 Dicembre 2012

La professoressa Marcella Ravenna analizza il tema dell’antisemitismo 2.0

Data:

12/12/2012

Fonte:

Anna Miglietta e Silvia Gattino (a cura di), Dietro il pregiudizio. Il contributo della psicologia sociale all’analisi di una società multiculturale, Napoli, Liguori, 2012

Autore:

Marcella Ravenna

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L’antisemitismo 2.0 quando i social network veicolano espressioni antiebraiche

Due straordinari eventi del secolo che si è da poco concluso hanno contribuito a rendere socialmente inaccettabile l’espressione aperta di atteggiamenti ostili verso i membri di minoranze etniche, religiose e sessuali. Da un lato il genocidio del popolo ebraico ha segnato una tragica cesura nelle culture europee che ha reso tabù l’espressione di atteggiamenti antisemiti (Luzzatto Voghera, 2007), dall’altro l’impegno e la determinazione dei movimenti  per i diritti civili  nelle società pluraliste hanno contribuito a ridurre l’espressione conclamata di atteggiamenti ostili verso gruppi tradizionalmente discriminati. Tali atteggiamenti non sono però scomparsi dalla scena sociale, ma sono generalmente manifestati in forme socialmente accettabili, ovvero tramite espressioni più indirette, subdole e inconsapevoli che consentono a chi li esprime di non considerarsi e di non essere considerato dagli altri una persona razzista.  Così il pregiudizio antiebraico, inteso come quell’atteggiamento per lo più sfavorevole composto di credenze stereotipiche negative, reazioni emozionali (dall’antipatia, all’invidia, all’odio) ed orientamenti ad atti ostili e discriminatori, per effetto del già citato tabù ha assunto carattere secondario dissimulandosi in ostilità verso Israele (Iganski e Kosmin, 2003). Ciò significa che l’immagine stereotipica dell’ebreo (arrogante, astuto, approfittatore) sarebbe proiettata (nei discorsi, negli articoli e nelle vignette) su Israele in quanto Stato ebraico, oppure sul sionismo perchè movimento politico ebraico od ancora sugli ebrei poiché collegati ad Israele ed al Sionismo (Klug, 2004). Analogamente ad ogni altra forma di pregiudizio latente o indiretto, il pregiudizio antiebraico contemporaneo sarebbe dunque espresso secondo modalità che consentono di non apparire antisemiti (EUMC, 2006). Una recrudescenza delle forme dirette del pregiudizio è stata tuttavia osservata nell’ultimo decennio: a fronte dei nuovi e complessi cambiamenti che hanno interessato le società europee, gli Osservatori su razzismo e discriminazioni hanno infatti registrato un intensificarsi di episodi di intolleranza e di odio  aperto nei confronti di chi è percepito come “diverso” perché proviene da altri Paesi o perché è omosessuale o perché ha un credo religioso che non è quello della maggioranza (FRA 2011).

Sebbene il pregiudizio antiebraico sia un fenomeno tuttora presente nella vita sociale europea (Bergmann, 2008; FRA 2011) esso è in complesso scarsamente investigato in ambito psicosociale. Un fatto recente per certi aspetti inatteso è l’incremento di espressioni antiebraiche sui siti internet,  tanto che è stato coniato il termine antisemitismo 2.0. Interessata ad approfondire i contenuti delle credenze antiebraiche veicolate dal web, sono stata notevolmente colpita dai commenti apparsi su un blog a un video messaggio dello scrittore Roberto Saviano in occasione di una manifestazione a sostegno di Israele. I risultati  dell’indagine realizzata sui contenuti di tali reazioni saranno illustrati e discussi nella seconda parte di questo capitolo in riferimento ai principali repertori di credenze stereotipiche nei confronti degli ebrei e alle evidenze prodotte dalla ricerca su cui ci soffermeremo estesamente nella prima parte.