26 Febbraio 2013

Dal dopoguerra a oggi

Dal 1946 al 2014

1946 1 gennaio
Nikita Krushchev, Primo Segretario del Partito Comunista Ucraino, ordina la chiusura di numerose sinagoghe e impedisce ai reduci ebrei di fare rientro nelle loro abitazioni: “Non è nel nostro interesse – dichiara – che gli ucraini associno il ritorno del potere sovietico al ritorno degli ebrei”

1946 4 luglio
Pogrom di Kielce (Polonia): Dei circa 200 ebrei di Kielce sopravvissuti ai campi di sterminio più di 42 vengono uccisi e circa 80 feriti. A scatenare il pogrom è la voce della sparizione di un ragazzo cristiano il quale, rientrato a casa dopo qualche giorno, accusa gli ebrei di rapire e uccidere i bambini cristiani. Per l’efferatezza della strage e in considerazione della fede cattolica del paese e dell’ascendente che il clero esercita sulle masse polacche, gli ebrei chiedono alla Chiesa un atto di solidarietà e di condanna dell’evento. Dopo una settimana di silenzio il Primate di Polonia Cardinale August Hlond esprime in una dichiarazione pubblica il suo rammarico per la perdita di vite umane ma afferma che “se le buone relazioni (tra ebrei e polacchi) si degradano, gli ebrei hanno una grossa responsabilità, in quanto occupano in Polonia dei posti chiave nello Stato e tentano di introdurre un regime (quello comunista) che la maggioranza della società rifiuta”.

1948 1 gennaio
In Unione Sovietica gli anni più neri per l’ebraismo russo coincidono con gli ultimi anni del regime stalinista nel corso dei quali viene attuata una brutale politica antiebraica. Il 13 gennaio Solomon Mikhoels, regista e direttore del Teatro Ebraico di Stato nonché presidente del “Comitato ebraico antifascista”, muore in un improbabile incidente stradale. Tutti sanno, ma le prove verranno trovate più tardi, che Mikhoels è stato assassinato per ordine di Stalin. Alla fine dell’anno e all’inizio del 1949 la stampa sovietica conduce uina campagna antiebraica accusando gli ebrei di “cosmopolitismo”. Ciò prelude alla sistematica liquidazione delle istituzioni culturali ebraiche in Russia.

1948 – 2001 1 gennaio
L’antisemitismo gioca un ruolo determinante nell’esodo degli ebrei dai paesi arabi. La popolazione ebraica nel Medio Oriente arabo e nel Nord Africa si riduce da 900.000 unità nel 1948 a meno di 8.000 nel 2001.

1952 8 dicembre
URSS: Nella c.d. Notte dei poeti assassinati vengono processati a porte chiuse e fucilati 24 scrittori e poeti ebrei. Si tratta dei più bei nomi della cultura ebraica russa (tra cui Perez Markish) molti dei quali avevano creduto negli ideali della rivoluzione sovietica. Capo d’accusa per tutti: “nazionalismo ebraico piccolo-borghese”.

1953 13 gennaio
URSS: la Pravda dà notizia di un complotto dei medici contro la vita di Stalin e dei massimi dirigenti sovietici. Gli accusati sono nove medici di vasta notorietà, sei dei quali sono ebrei. I servizi segreti sovietici accusano i medici di essere agenti “sionisti” legati a un’organizzazione filantropica ebraica americana (American Joint Distribution Committee) che viene definita “nota filiale dei servizi di spionaggio americani e dell’organizzazione nazionalista borghese ed ebraica internazionale”. La morte di Stalin, avvenuta due mesi dopo, impedisce la realizzazione del progetto. Nel 1955 i medici saranno solennemente riabilitati ma due di essi non potranno goderne perché deceduti dopo l’arresto a causa delle torture.

1965 4 aprile
Il papa Paolo VI ripropone in un’omelia il tema della responsabilità del popolo ebraico il quale «quando il Cristo viene, parla e si manifesta, non solo non lo riconosce ma lo combatte, lo calunnia e lo ingiuria; e, infine, lo ucciderà»

1965 14 ottobre
Con la dichiarazione Nostra Aetate del Concilio Vaticano II la Chiesa respinge il concetto di «colpa collettiva» degli ebrei per la morte di Gesù Cristo e «deplora gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell’antisemitismo dirette contro gli Ebrei in ogni tempo e da chiunque»

1967 27 novembre
Dopo la Guerra dei Sei Giorni il Presidente francese Charles De Gaulle definisce il popolo ebraico «elitario, sicuro di sé e dominatore e divorato da una bruciante ambizione di conquista »

1968 1 marzo
La Polonia comunista di Gomulka, dopo una campagna antisemita di regime, costringe all’emigrazione 20mila cittadini ebrei, ossia quasi tutti gli ebrei rimasti in Polonia dopo la guerra.

1975 10 novembre
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite vota la risoluzione n. 3379 che equipara il Sionismo al razzismo. La risoluzione verrà annullata solo nel dicembre del 1991.

2000 3 gennaio

Papa Giovanni Paolo II in visita a Israele visita il mausoleo di Yad Vashem «per rendere omaggio ai milioni di ebrei che, privati di tutto, in particolare della loro dignità umana, furono uccisi nell’Olocausto». Davanti al Muro del Pianto fa scivolare in una fessura del muro la preghiera di pentimento che dieci giorni prima aveva pronunciato a Roma. La preghiera dice: “Noi siamo profondamente addolorati per il comportamento di quanti nel corso della storia hanno fatto soffrire questi tuoi figli”, e conclude: “Vogliamo impegnarci in un’autentica fraternità con il popolo dell’Alleanza”.

2003 16 ottobre
Il primo ministro malese Mahathir Mohamad ottiene una standing ovation alla Organizzazione della Conferenza Islamica con un discorso in cui afferma: «oggi gli ebrei governano il mondo per interposta persona: fanno combattere e morire altri per loro. Ci schieriamo contro un popolo che pensa. Sono sopravissuti a duemila anni di pogrom non contrattaccando, ma con il pensiero. Hanno inventato il socialismo, il comunismo, i diritti umani e la democrazia affinche’ le persecuzioni contro di loro apparissero sbagliate, per poter avere diritti uguali agli altri. Con questi strumenti hanno guadagnato il controllo delle maggiori potenze, e cosi’ questa minuscola comunita’ e’ diventata una potenza mondiale. Un miliardo e trecento milioni di musulmani non possono essere sconfitti da pochi milioni di ebrei. Deve esserci un modo».

2003 15 novembre
Istanbul – Un attentato ad opera di estremisti islamici contro due sinagoghe affollate per le celebrazioni del sabato provocano 27 morti e 450 feriti.

2004 25 giugno
La Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza istituita dal Consiglio d’Europa adotta una Raccomandazione sulla lotta contro l’antisemitismo con cui invita gli stati membri a dare un’elevata priorità alla lotta contro l’antisemitismo adottando specifiche legislazioni che prevedano, tra l’altro, che in tutte le violazioni di carattere penale la motivazione razzista costituisca una circostanza aggravante e che la motivazione antisemita ne faccia parte.

2005 1 gennaio
Russia. Una ventina di deputati comunisti e ultranazionalisti della Duma presentano un esposto alla procura generale di Mosca con cui chiedono la messa al bando di tutte le organizzazioni ebraiche «perché non si può essere tolleranti verso il peccato, il male, l’eresia». Secondo l’esposto «la maggioranza delle azioni antisemite che si verificano nel mondo sono pianificate dagli stessi ebrei, a scopo provocatorio». Ancora: «Il mondo democratico è al giorno d’oggi sotto il controllo finanziario e politico degli ebrei». Il 4 febbraio la Duma vota una risoluzione di condanna dell’episodio e si rammarica che l’esposto antisemita sia stato diffuso in coincidenza con le cerimonie per il 60° anniversario della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa.

2005 14 dicembre
Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad afferma che la Shoah è una leggenda: «Essi (gli occidentali), hanno inventato la leggenda che gli ebrei furono massacrati e l’hanno posta al di sopra di Dio, delle religioni e dei profeti». Il leader di Teheran in un discorso tenuto l’8 dicembre alla Mecca, al vertice dell’Organizzazione della conferenza islamica (Oci), aveva già messo in dubbio l’Olocausto, definendo Israele un “cancro” che bisognava estirpare dal Medio Oriente e trapiantare in Germania e Austria. In ottobre Ahmadinejad aveva affermato che lo Stato ebraico deve essere “cancellato dalla carta geografica”.

2006 21 gennaio

Ilan Halimi, un ragazzo ebreo francese di origini marocchine, viene rapito nella regione parigina e torturato per tre settimane -“perché ritenuto “uno di quei ricchi ebrei” – da una banda capeggiata da un fondamentalista islamico. Morirà per le ferite riportate il 13 febbraio. Per commemorare la sua morte il 26 febbraio a Parigi migliaia di persone sfilano contro il razzismo e l’antisemitismo.

2006 12 luglio – 14 agosto

La seconda guerra del Libano determina in tutta Europa un grande aumento aumento degli episodi di antisemitismo riconducibile all’islamismo, al neonazismo ed all’estrema sinistra.hezbollah

2006 Agosto

Viene inaugurata a Teheran una mostra di 200 caricature sull’Olocausto. Le vignette in mostra sono state selezionate tra le circa 1.200 inviate a un quotidiano iraniano da decine di Paesi, compresi Stati Uniti e Francia. Una giuria premia in dollari i tre vincitori.

2006 11 – 12 dicembre

Il governo iraniano organizza a Teheran una conferenza dal titolo: Review of the Holocaust: Global Vision”. Lo scopo della conferenza, secondo il ministro degli Esteri iraniano, sarebbe stato quello di “creare una opportunità per i pensatori che in Europa non possono liberamente esprimere le loro opinioni sull’Olocausto”. Alla conferenza partecipano, tra revisionisti e negazionisti, anche i delegati del partito neonazista tedesco NPD, esponenti della destra antisemita americana e un rappresentante del Ku Klux Klan. Dopo la conferenza a Teheran resta un «Commissione internazionale per la ricerca della verità», istituita da alcuni delegati per accertare se ci sia stato o meno il genocidio degli ebrei durante la Seconda Guerra mondiale. Tra i membri, uno dei più noti revisionisti europei, il francese Robert Faurisson.

2008 4 febbraio

La Segreteria di stato vaticana diffonde una nota contenente le nuove disposizioni per la liturgia del Venerdì santo a seguito del motu proprio Summorum pontificum del 7 luglio 2007. La nota presenta una diversa formulazione della preghiera Oremus et pro iudaeis che dovrà essere utilizzata “a partire dal corrente anno in tutte le celebrazioni” del Venerdì santo con il Missale romanum del 1962. Con la nuova formulazione viene riproposta la speranza della conversione degli ebrei e si invitano i fedeli a pregare per questo scopo.

2009 24 gennaio

Benedetto XVI revoca la scomunica ai quattro vescovi lefebvriani, tra i quali Richard Williamson, ordinati illegittimamente da Marcel Lefebvre il 30 giugno 1988. Le dichiarazioni revisioniste e negazioniste sulla Shoah fatte da Williamson non provocano ripensamenti nella decisione già presa da papa Ratzinger.

2009 7 giugno

Viene eletta al Parlamento europeo Krisztina Morvai, avvocatessa candidata dal partito di estrema destra ungherese Jobbik, il «Movimento per una migliore Ungheria». A un ebreo ungherese residente a N.Y. che, dichiarandosi «fiero di essere un emigrato ebreo e ungherese» l’aveva definita «un caso psichiatrico, un mostro» per i suoi discorsi durante la campagna elettorale, la Morvai ha così replicato: «Sarei contenta se coloro che si definiscono fieri ebrei ungheresi se ne andassero a giocherellare con i loro piccoli peni circoncisi, invece di insultare me». Inoltre aggiungeva: «La gente come voi è abituata a vedere la gente come noi mettersi sull’ attenti ogni volta che date sfogo alle vostre flatulenze. Dovreste per cortesia rendervi conto che tutto questo è finito. Abbiamo rialzato la testa e non tollereremo più il vostro tipo di terrore. Ci riprenderemo il nostro Paese». Concetti ripresi subito dopo le elezioni da Gabor Vona, il presidente di Jobbik: «Jobbik non parla solamente, ma tradurrà le parole in azione. L’ Ungheria appartiene agli ungheresi». Alle accuse di antisemitismo rivolte alla Morvai e al partito Jobbik risponde il bollettino di un sindacato di polizia ungherese: «Nella situazione di oggi, l’ antisemitismo non è solo un nostro diritto, ma è dovere di ogni ungherese che ama la propria terra: non ci dobbiamo preparare per la battaglia contro gli ebrei…così come dobbiamo prepararci a una guerra civile fra ungheresi e zingari, fomentata dagli ebrei che si sfregano contenti le mani». Questo sindacato raccoglie circa il 10% dei poliziotti ungheresi.

2010 24 maggio

Il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo ecumenico, in una conferenza tenuta all’ Università Hope di Liverpool espone una valutazione autocritica dell’ atteggiamento dei cristiani di fronte alla Shoah che riassume così: «Secoli di teologia cristiana anti-giudaica hanno contribuito alla Shoah favorendo lo sviluppo di un’ avversione generalizzata agli ebrei che ha impedito alla resistenza dei cristiani verso l’ antisemitismo razziale e ideologico del nazismo di raggiungere la dimensione e la chiarezza che ci si sarebbe potuti attendere».

2010 20 dicembre

Il metropolita ortodosso Seraphim del Pireo nel corso di un’intervista alla televisione greca attribuisce i problemi finanziari del suo Paese a un complotto ebraico “per rendere schiave la Grecia e la cristianità ortodossa”. Ha aggiunto che l’Olocausto è stato orchestrato dai sionisti per spingere gli ebrei a lasciare l’Europa e fondare un nuovo impero in Israele.

2011 19 marzo

A Tolosa, una sparatoria davanti alla scuola ebraica Ozar Hatora causa la morte di quattro persone, un professore di 30 anni e tre bambini di 10, 6 e 3 anni e il ferimento di quattro persone. L’assassino, un giovane terrorista islamico di origine algerina, pochi giorni prima aveva ucciso tre militari francesi per vendicare l’intervento francese in Afghanistan. Il killer viene ucciso dalla polizia dopo 36 ore di assedio.

2013 8 gennaio

Rimandata e trascritta in Rete la dichiarazione di Monsignor Bernard Fellay, superiore dei Lefebvriani: «Noi abbiamo molti nemici, molti nemici. Ma, guardate, è molto interessante. Chi, in tutto questo tempo, è stato il più ostile a che la Chiesa riconoscesse la Fraternità? I nemici della Chiesa: gli ebrei, i massoni, i modernisti». Il Centro Wiesenthal dichiara: «La descrizione degli ebrei come “nemici della Chiesa” prova una volta di più l’antisemitismo profondamente radicato al cuore della teologia della Fraternità». Il Vaticano dichiara il proprio «sconcerto».

2013 15 gennaio

Gli Stati uniti invitano il presidente egiziano Mohamed Morsi, eletto il 30 giugno 2012, a ritrattare alcune sue dichiarazioni antisemite fatte nel 2010. In un video trasmesso pochi giorni prima in Egitto nel corso di un programma televisivo, l’allora dirigente dei Fratelli musulmani invitava la folla ad allevare i figli e nipoti nell’odio per ebrei e sionisti. Pochi mesi dopo in un’intervista, anch’essa ritrasmessa dalla stessa emittente televisiva, lo stesso Morsi descriveva gli israeliani come «sanguisughe che attaccano i palestinesi, discendenti di scimmie e maiali». All’invito alla ritrattazione Morsi ha risposto con il silenzio.

2013 8 novembre

La European Union Agency for Fundamental Rights (FRA) con sede a Vienna presenta il rapporto “Discrimination and hate crime against Jews in EU Member States: experiences and perceptions of antisemitism” sulla percezione che gli ebrei europei hanno dell’antisemitismo, della discriminazione, dei crimini commessi per motivi razziali o religiosi. Il rapporto evidenzia come i tre quarti degli intervistati ritengano che l’antisemitismo si sia aggravato negli ultimi cinque anni. Particolarmente preoccupante risulta la diffusione dell’antisemitismo tramite il web. A causa del crescente antisemitismo nel proprio paese, circa un terzo degli intervistati si è dichiarato disposto a prendere in considerazione la possibilità di emigrare.

2013 30 dicembre

Il calciatore francese Anelka festeggia un doppio gol con il gesto della “quenelle“. ossia portandosi la mano sinistra sul braccio destro teso verso il basso. Il gesto, che potrebbe rappresentare un saluto nazista invertito, è stato ideato dal comico francese Dieudonné M’Bala M’Bala, noto per le sue prese di posizione e per i suoi spettacoli a contenuto antisionista, antisemita e complottista. A seguito delle numerose proteste, il 9 gennaio 2014 il Consiglio di Stato francese ha vietato gli spettacoli  di Dieudonné.

2014 27 marzo

Papa Bergoglio, nel corso di una Messa per i parlamentari italiani, pronuncia un’omelia rivolta alla classe dirigente italiana  nel corso della quale esprime un giudizio tagliente sulla classe dirigente ebraica ai tempi di Gesù:« Il popolo di Dio era solo, e questa classe dirigente – i dottori della legge, i sadducei, i farisei – era chiusa nelle sue idee, nella sua pastorale, nella sua ideologia. E questa classe è quella che non ha ascoltato la Parola del Signore». Queste parole, pronunciate da un papa notoriamente aperto e ben disposto verso gli ebrei, suscitano perplessità e proteste.

2014 luglio-agosto

Il conflitto Gaza-Israele provoca un’ondata di proteste antisemite in tutta Europa. Sorprendentemente,  una serie di incidenti si verifica in Germania, paese che ha fatto del pentimento per la Shoah e per i crimini nazisti un principio fondamentale della democrazia tedesca. Gli incidenti hanno preso il via dopo che la cancelliera Angela Merkel aveva condannato i cori antisemiti dei dimostranti pro-palestinesi e il Presidente Joachim Gauch  aveva esortato i tedeschi a “levare la loro voce contro l’esibizione nelle strade di un nuovo antisemitismo”.

2014 8 settembre

Ad Anversa, nel corso del incontro annuale della pace della Comunità di S. Egidio, Ira N. Forman, inviato speciale per il monitoraggio e lotta all’antisemitismo per conto del Dipartimento di Stato americano, ha denunciato i troppi episodi sempre meno isolati e sempre più frequenti di antisemitismo in Europa. Ha spiegato che il 29% degli ebrei europei ha pensato e pensa tuttora di emigrare altrove (Israele, Stati Uniti). Si tratta di una media ponderata perché in alcuni Paesi la percentuale è molto più elevata: il 46% degli ebrei si sente insicuro in Francia, 40% in Belgio, 48% in Ungheria. L’emergenza si concentra soprattutto nel Nord Europa, mentre è inesistente o irrilevante in Italia. Paesi a rischio è la Grecia mentre inquietante è la  Turchia dove le posizioni del premier Erdogan contro Israele stanno generando intolleranze che il Paese non conosceva. A questo proposito  Forman ha denunciato la confusione tra antisemitismo e critica, anche se aspra, nei confronti del governo di Israele.